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Cassazione Penale, Ordinanza n. 30968/2026 del 12/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha conseguentemente condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma prevista a titolo di sanzione pecuniaria processuale. La condanna per bancarotta fraudolenta documentale resta quindi ferma.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Milano che aveva confermato la condanna per bancarotta fraudolenta documentale. I due motivi deducevano violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla ritenuta sussistenza della recidiva. La Corte ha rilevato che tali doglianze erano inedite in cassazione, perché la questione della recidiva non era stata investita da un motivo di appello contro la decisione di primo grado.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non possono essere dedotte per la prima volta questioni che non siano state previamente devolute al giudice di appello, poiché i motivi nuovi e inediti sono inammissibili.
  • La censura relativa alla recidiva deve essere specificamente proposta nei gradi di merito; in mancanza di devoluzione in appello, il relativo motivo di ricorso per cassazione non è scrutinabile.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria prevista dal codice di rito.

Come è indicizzato

MaterieBancarotta fraudolentaImpugnazioni
RamiReati fallimentariProcesso penale
SottomaterieBancarotta documentale
IstitutiRecidiva

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