Sentenza n. 42/2026 - Catania, Sezione 4
per l’annullamento - del parere espresso dalla Soprintendenza ai BB.CC.AA. di -OMISSIS- con la nota n. -OMISSIS- prot. del 24.08.2023 e del silenzio rigetto apposto avverso il ricorso gerarchico promosso contro il suddetto parere e, quindi, la sua conseguente conferma gerarchica da parte dell’Assessorato Regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana; - del provvedimento del Comune di -OMISSIS-n.46837 del 15.12.2023 con il quale, aderendo al suddetto parere, ha respinto l’istanza di sanatoria ex legge n.326/2003 promossa dalla ditta ricorrente con prot. n.44368 del 10.12.2004; - di ogni altro atto connesso, presupposto e/o consequenziale ivi compresa, ove occorra, la Circolare Assessoriale n. 2 del 30.12.2022 (prot. n.62212).
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: parere negativo della Soprintendenza, silenzio-rigetto sul ricorso gerarchico e diniego comunale dell’istanza di sanatoria edilizia ai sensi della legge n. 326/2003
Esito
Favorevole al ricorrente (impresa proprietaria)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha impugnato il parere paesaggistico negativo e il conseguente diniego comunale della sanatoria relativa alla chiusura di una veranda, deducendo: violazione delle garanzie partecipative per omessa comunicazione del preavviso di rigetto; carenza di motivazione e di istruttoria, poiché la Soprintendenza avrebbe richiamato la circolare assessoriale n. 2/2022 senza valutare concretamente il manufatto, la sua incidenza sul vincolo e la sua riconducibilità agli interventi di minore importanza; erronea interpretazione della sentenza della Corte costituzionale n. 252/2022 e della disciplina del terzo condono, sostenendo che il divieto operasse soltanto per i vincoli assoluti e che l’opera fosse invece condonabile in presenza di un vincolo relativo; formazione del silenzio-assenso sul parere della Soprintendenza per il decorso del termine di 180 giorni; difetto di motivazione con riguardo al lungo tempo trascorso dalla presentazione dell’istanza; violazione dell’art. 136 Cost. e della legge n. 87/1953; illegittimità derivata del diniego comunale; nonché diritto alla restituzione dell’oblazione e degli oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione versati.
La decisione
Il TAR ha ritenuto infondata la domanda di annullamento. Richiamando la propria precedente giurisprudenza e la sentenza della Corte costituzionale n. 252/2022, ha affermato che, nel terzo condono in Sicilia, l’art. 32, comma 27, lett. d), del d.l. n. 269/2003 impedisce la sanatoria delle opere abusive realizzate su immobili sottoposti a vincoli, anche relativi, salvo la ricorrenza congiunta di tutte le condizioni richieste: anteriorità dell’opera rispetto al vincolo, conformità urbanistica, riconducibilità dell’intervento alle opere di minore rilevanza di cui ai nn. 4, 5 e 6 dell’allegato 1 al decreto-legge e parere favorevole dell’autorità preposta alla tutela. Nel caso concreto, la stessa ricorrente aveva descritto l’intervento come comportante la chiusura di una veranda e un volume, sicché l’opera risultava comunque estranea alle tipologie di minore rilevanza e priva di uno dei requisiti necessari per il condono. Per tale ragione il giudice ha ritenuto superfluo esaminare le ulteriori censure, poiché il procedimento non avrebbe potuto avere esito diverso; ha inoltre escluso la configurabilità di un legittimo affidamento sulla condonabilità dell’abuso per il solo decorso del tempo. La domanda restitutoria è stata accolta limitatamente agli oneri di urbanizzazione e al costo di costruzione, qualificati come indebito oggettivo e come diritti patrimoniali consequenziali ai sensi dell’art. 7, comma 4, c.p.a.; l’oblazione, invece, è stata ritenuta non ripetibile ai sensi dell’art. 3, comma 4, del d.l. n. 69/2024. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
art. 32, comma 27, lett. d), d.l. 269/2003, convertito dalla l. 326/2003
le opere abusive non sono comunque suscettibili di sanatoria qualora siano state realizzate su immobili soggetti a vincoli ... a tutela degli interessi idrogeologici ... dei beni ambientali e paesistici ... qualora istituiti prima della esecuzione di dette opere, in assenza o in difformità del titolo abilitativo edilizio e non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici
La disposizione opera anche in presenza di vincoli relativi e consente la sanatoria soltanto quando ricorrano congiuntamente le condizioni individuate dalla giurisprudenza, tra cui la minore rilevanza dell’opera e il parere favorevole dell’autorità preposta al vincolo.
art. 24 l.r. Sicilia 5 novembre 2004, n. 15
dalla data di entrata in vigore della presente legge è consentita la presentazione dell’istanza per il rilascio della concessione edilizia in sanatoria ai sensi dell’art. 32 del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con legge 24 novembre 2003, n. 326 e successive modificazioni e integrazioni
Il rinvio regionale all’art. 32 del d.l. n. 269/2003 è integrale e comprende anche i limiti sostanziali alla condonabilità previsti dal comma 27, lett. d).
art. 1 l.r. Sicilia 29 luglio 2021, n. 19
La disposizione, che ammetteva la regolarizzazione di opere in aree soggette a vincoli non comportanti inedificabilità assoluta, è stata dichiarata costituzionalmente illegittima dalla Corte costituzionale con sentenza n. 252/2022.
sentenza Corte costituzionale n. 252/2022
Ha escluso che il richiamo all’art. 32 del d.l. n. 269/2003 contenuto nell’art. 24 l.r. Sicilia n. 15/2004 possa essere limitato ai soli termini e alle forme dell’istanza, chiarendo che comprende anche il divieto di sanatoria per opere abusive in aree vincolate, anche quando il vincolo non comporti inedificabilità assoluta.
art. 7, comma 4, c.p.a.
La domanda di restituzione degli oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione costituisce domanda relativa a un diritto patrimoniale consequenziale, proponibile davanti al giudice amministrativo.
art. 3, comma 4, d.l. 69/2024
Il pagamento dell’oblazione relativa alla domanda di sanatoria non è ripetibile.
art. 2033 c.c.
Il pagamento degli oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione, divenuto indebito a seguito del diniego della sanatoria, deve essere restituito.
Massime di principio
- Nel terzo condono edilizio in Sicilia, il rinvio operato dall’art. 24 l.r. n. 15/2004 all’art. 32 del d.l. n. 269/2003 comprende anche i limiti sostanziali alla sanatoria previsti dal comma 27, lett. d), i quali operano anche per gli immobili gravati da vincoli relativi e non soltanto da vincoli di inedificabilità assoluta.
- Le opere abusive realizzate in aree sottoposte a vincolo possono essere ammesse al terzo condono soltanto in presenza congiunta dell’anteriorità dell’opera rispetto al vincolo, della conformità urbanistica, della riconducibilità dell’intervento alle tipologie di minore rilevanza di cui ai nn. 4, 5 e 6 dell’allegato 1 al d.l. n. 269/2003 e del parere favorevole dell’autorità preposta alla tutela.
- Un intervento che comporti un aumento di volumetria o la creazione di un volume non rientra, per ciò solo, tra le opere edilizie di minore rilevanza condonabili ai sensi del terzo condono in area vincolata.
- Il mero decorso di un lungo periodo dalla presentazione dell’istanza di condono non determina un legittimo affidamento sulla sanabilità dell’opera abusiva e non impone, di per sé, una motivazione ulteriore rispetto all’accertamento dell’insussistenza dei presupposti legali della sanatoria.
- In caso di diniego della sanatoria, l’oblazione versata non è ripetibile, mentre sono restituibili gli oneri di urbanizzazione e il costo di costruzione quando il loro pagamento sia divenuto indebito per il mancato perfezionamento del titolo edilizio; tale domanda ha natura di diritto patrimoniale consequenziale ai sensi dell’art. 7, comma 4, c.p.a.
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