Cassazione Penale, Ordinanza n. 34934/2026 del 30/09/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L’imputato ha impugnato l’ordinanza del 21 gennaio 2026 della Corte d’appello di Bologna. Il ricorso riguardava le censure d’appello sul giudizio di responsabilità per il reato di evasione e sulla misura della pena, sostenendo inoltre che nell’appello fossero state formulate critiche circa l’applicabilità della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. La Corte rileva che i motivi d’appello erano aspecifici, perché non si confrontavano adeguatamente con le argomentazioni del primo giudice, e precisa che l’appello non conteneva censure sull’art. 131-bis c.p., già escluso dal Tribunale.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo manifestamente infondate le censure alla luce della valutazione della Corte d’appello circa l’aspecificità dei motivi di gravame. Le doglianze sulla responsabilità e sulla misura della pena non si confrontavano criticamente con le ragioni della decisione di primo grado; inoltre, contrariamente a quanto sostenuto nel ricorso, l’appello non aveva contestato l’esclusione della particolare tenuità del fatto. Il testo fornito si interrompe dopo «P.Q.M. Di» e non consente di ricavare eventuali ulteriori statuizioni sulle spese o sulla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 131-bis c.p.
l'appello non conteneva critiche prospettate in direzione dell'applicabilità dell'art. 131 bis, già esclusa dal Tribunale
La Corte constata che la particolare tenuità del fatto era già stata esclusa dal Tribunale e che tale statuizione non era stata specificamente censurata con l’appello.
Massime di principio
- Sono aspecifici i motivi d’appello che contestano la responsabilità o la misura della pena senza confrontarsi adeguatamente con le argomentazioni poste dal primo giudice a fondamento della decisione.
- Una censura proposta per la prima volta in cassazione non può essere considerata come una critica contenuta nell’atto d’appello quando il testo di quest’ultimo, come esaminato dal giudice del gravame, non la contempla.
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