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Sentenza

Sentenza n. 1186/2026 - Salerno, Sezione 3

per l’ottemperanza alla sentenza n. 836/2024 emessa dal Tribunale di Salerno - Sezione Lavoro, il 23.4.2024;

Giustizia amministrativa202502049

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Salerno, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto all’attribuzione della carta docente per complessivi € 2.500,00

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi degli artt. 112 ss. c.p.a. per ottenere l’ottemperanza alla sentenza n. 836/2024 del Tribunale di Salerno, Sezione Lavoro, notificata all’amministrazione e passata in giudicato. Ha dedotto la mancata esecuzione della pronuncia nonostante il decorso del termine di legge dalla notifica e ha chiesto, oltre all’ottemperanza, la nomina di un commissario ad acta in caso di persistente inerzia. La sentenza da eseguire aveva condannato il Ministero all’attribuzione al ricorrente della carta docente per l’importo nominale di € 2.500,00, per le finalità previste dall’art. 1, comma 121, della l. n. 107/2015.

La decisione

Nel corso del giudizio il Ministero ha documentato di avere corrisposto, in data 18 dicembre 2025, i voucher relativi alle annualità 2017/2018, 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022, dando così integrale esecuzione alla sentenza azionata. Il TAR ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo venuto meno l’interesse alla prosecuzione del giudizio di ottemperanza. Quanto alle spese, il Collegio le ha compensate per metà, valorizzando l’adempimento intervenuto in corso di causa, e ha posto la restante metà a carico del Ministero secondo il criterio della soccombenza virtuale, liquidandola in € 600,00 oltre accessori, rimborso forfettario e contributo unificato se versato.

Norme richiamate

  • artt. 112 ss. c.p.a.

    Le disposizioni disciplinano l’azione di ottemperanza per ottenere l’esecuzione di una pronuncia giurisdizionale rimasta ineseguita; nel caso concreto, l’adempimento intervenuto durante il giudizio ha determinato la cessazione della materia del contendere.

  • art. 1, comma 121, l. n. 107/2015

    per le finalità di cui all'art. 1, comma 121, della L. n. 107 del 2015

    È richiamato quale fondamento normativo delle finalità cui deve essere destinata la carta docente riconosciuta dalla sentenza posta in esecuzione.

Massime di principio

  • Quando l’amministrazione esegue integralmente, nel corso del giudizio di ottemperanza, il comando contenuto nella pronuncia azionata, viene meno l’interesse alla decisione e il giudice deve dichiarare cessata la materia del contendere.
  • L’adempimento intervenuto dopo la proposizione del ricorso di ottemperanza può giustificare la compensazione parziale delle spese, ma la parte residua può essere posta a carico dell’amministrazione secondo il criterio della soccombenza virtuale, valutando chi avrebbe verosimilmente prevalso in assenza dell’adempimento.
  • Nella liquidazione delle spese di un giudizio di ottemperanza seriale e di bassa complessità, il giudice può tener conto della limitata complessità della controversia e della serialità del contenzioso.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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