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Sentenza

Sentenza n. 1114/2026 - Torino, Sezione 2

per l'annullamento - del diniego tacito dell'istanza di accertamento di conformità formatosi in data-OMISSIS- in ordine alla richiesta di rilascio di permesso di costruire in sanatoria ex artt. 10 e 36 del d.P.R. n. 380/2001, presentata dalla -OMISSIS- s.r.l. in data -OMISSIS-, prot-OMISSIS--OMISSIS-; - di ogni ulteriore atto presupposto, preparatorio, connesso e/o consequenziale della serie procedimentale.

Giustizia amministrativa202400322

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego tacito dell'istanza di accertamento di conformità e rilascio di permesso di costruire in sanatoria, successivamente superato da un diniego espresso

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato il silenzio-diniego formatosi sull'istanza di accertamento di conformità e di rilascio del permesso di costruire in sanatoria, proposta ai sensi degli artt. 10 e 36 del d.P.R. n. 380/2001. Nel corso del giudizio il Comune ha adottato e depositato un provvedimento espresso di diniego relativo alla medesima pratica edilizia. Il provvedimento sopravvenuto risulta notificato e, per quanto consta al giudice, non impugnato. Il TAR ha esaminato la sopravvenienza ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a., prospettando l'improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35 c.p.a. Ha ritenuto che la formazione del silenzio-diniego in materia edilizia non consumi il potere dell'amministrazione sulla fattispecie controversa. Pertanto, il successivo provvedimento espresso di diniego ha integralmente regolato la vicenda, superando il precedente rigetto formatosi per silentium e privando la ricorrente dell'interesse alla decisione nel merito dell'impugnazione originaria. Le spese di lite, comprese quelle relative alla fase cautelare, sono state compensate per giuste ragioni, tenuto conto dell'esito in rito e della tempistica di adozione del provvedimento sopravvenuto.

Norme richiamate

  • artt. 10 e 36 d.P.R. 380/2001

    Costituiscono la base normativa dell'istanza di permesso di costruire in sanatoria e di accertamento di conformità oggetto della controversia.

  • art. 35 c.p.a.

    Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse; la norma è stata applicata perché il diniego espresso sopravvenuto ha superato il silenzio-diniego impugnato.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    È stato applicato per segnalare alle parti il possibile profilo di improcedibilità derivante dall'adozione del provvedimento espresso sopravvenuto.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    È richiamato nel provvedimento tra le disposizioni processuali applicabili, senza una specifica ulteriore interpretazione esplicitata.

Massime di principio

  • La formazione del silenzio-diniego su un'istanza edilizia non consuma il potere dell'amministrazione di pronunciarsi successivamente in modo espresso sulla medesima fattispecie.
  • Quando, nel corso del giudizio contro un silenzio-diniego, l'amministrazione adotta un diniego espresso relativo alla stessa istanza, il provvedimento sopravvenuto supera e sostituisce il precedente rigetto tacito; se il nuovo atto non è impugnato, viene meno l'interesse alla decisione sul ricorso originario, che deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
  • Prima di dichiarare l'improcedibilità per una sopravvenienza rilevata d'ufficio, il giudice deve sottoporre la relativa questione al contraddittorio delle parti ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesseEfficacia ed esecutorietà

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