Sentenza n. 6214/2026 - Roma, Sezione 2B
per l'annullamento della determina della Direzione Sanità e Welfare della regione Piemonte n. 2426/A1400A/2022 del 14/12/2022, comunicata a mezzo pec in data 15/12/2022, avente ad oggetto “Approvazione elenchi delle aziende fornitrici di dispositivi medici soggetti al ripiano per ciascuno degli anni 2015, 2016, 2017, 2018 ai sensi dello ''articolo 9 ter, comma 9 bis del D.L. 78/2015, convertito in L. 125/2015”, del Decreto del Ministero della Salute del 6 luglio 2022, del Decreto del Ministero della Salute del 6 ottobre 2022, nonché di ogni altro atto o provvedimento conseguente, antecedente o comunque connesso.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: determina della Regione Piemonte di approvazione degli elenchi delle aziende fornitrici di dispositivi medici soggette al ripiano per gli anni 2015-2018, nonché i decreti ministeriali presupposti
Esito
Favorevole al resistente (ministeri)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'impresa fornitrice di dispositivi medici ha impugnato la determina regionale di approvazione degli elenchi delle aziende soggette al payback per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018, nonché i decreti del Ministero della Salute del 6 luglio 2022 e del 6 ottobre 2022 e gli atti connessi, chiedendone l'annullamento. Prima della decisione, ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione del ricorso, poiché aveva effettuato il pagamento in misura ridotta aderendo al meccanismo di risoluzione delle controversie sul payback previsto dall'art. 7, commi 1 e 1-bis, d.l. 30 giugno 2025, n. 95, convertito dalla l. 8 agosto 2025, n. 118.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Ha ritenuto che l'espressa dichiarazione della ricorrente di non avere più interesse alla decisione impedisse al giudice di esaminare il merito o di procedere d'ufficio, non potendo il giudice sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. In applicazione del principio dispositivo in senso ampio, la ricorrente conserva la disponibilità dell'azione fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e può determinare la definizione del giudizio mediante la dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse. Le spese sono state compensate per giusti motivi.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Consente la dichiarazione di improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato quale disposizione applicabile alla definizione del giudizio.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione all'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
art. 7, commi 1 e 1-bis, d.l. 30 giugno 2025, n. 95, convertito nella l. 8 agosto 2025, n. 118
Prevede il meccanismo di risoluzione delle controversie relative al payback al quale la ricorrente ha aderito mediante pagamento in misura ridotta, determinando la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso.
Massime di principio
- Quando il ricorrente dichiara espressamente, prima che la causa sia trattenuta in decisione, di non avere più interesse alla pronuncia, il giudice amministrativo deve dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare il merito della controversia.
- Nel processo amministrativo, il principio dispositivo in senso ampio attribuisce al ricorrente la disponibilità dell'azione fino al momento della decisione; il giudice non può procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire, salvo diverse richieste o repliche delle altre parti.
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