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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 15599/2021 del 04/06/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La banca citò il notaio per ottenere il risarcimento di €221.235,49 sostenendo che il notaio, incaricato di stipulare atti di mutuo e compravendita, non avrebbe effettuato gli accertamenti necessari per l'esatta identificazione delle parti (in particolare lo stato civile di Monica Mingione, dichiaratasi nubile ma in realtà coniugata), con conseguente inefficacia dell'ipoteca e danno per la banca. In primo grado il Tribunale ritenne il notaio responsabile e lo condannò; la Corte d'Appello invece accolse l'appello del notaio ritenendo che avesse svolto tutti gli accertamenti idonei, avendo confrontato i documenti di identità con la documentazione di istruttoria della banca e avendo fatto affidamento anche sulle garanzie del mediatore finanziario (poi fraudolento). La banca propose ricorso per cassazione sostenendo violazione dell'art. 49 L. n. 89/1913 e dell'art. 1176 c.c., lamentando che il controllo documentale non fosse sufficiente e che il notaio avrebbe dovuto adottare accertamenti più rigorosi, eventualmente ricorrendo a testi fidefacenti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della banca. Ha ritenuto che l'obbligo di identificazione previsto dall'art. 49 L. 89/1913 richieda uno stato soggettivo di ragionevole certezza basato su criteri di diligenza, prudenza e perizia; che la comparazione dei documenti di identità con la documentazione di istruttoria predisposta dalla banca può essere idonea a formare tale convinzione; e che la Corte d'Appello abbia motivato congruamente la valutazione di fatto sulla base di elementi convergenti (documenti bancari, controllo dei documenti e affidamento sulle garanzie del mediatore). Ne è conseguito il rigetto del ricorso e la condanna della banca alle spese di cassazione, con precisazioni procedurali sul versamento del contributo unificato.

Norme richiamate

  • Legge professionale notarile

    L'obbligo di accertamento dell'identità impone al notaio di trovarsi in uno stato di ragionevole certezza basato su diligenza, prudenza e perizia; l'identificazione non richiede sempre il ricorso a testimoni fidefacienti se esistono altri elementi idonei (es. confronto con la documentazione di istruttoria bancaria).

  • Codice civile

    Fissa il grado di diligenza dovuto dal professionista; applicato qui nel senso che la diligenza richiesta è professionale e non impone misure supplementari automatiche quando le condizioni oggettive (documenti e istruttoria bancaria) forniscano sufficiente sicurezza.

  • Codice di procedura civile

    art. 360, co. 1, n. 3 c.p.c.

    Richiamato come parametro del motivo di cassazione (violazione di legge); la Corte ha ritenuto infondata la censura sulla violazione/errata applicazione delle norme professionali e di diligenza.

  • D.P.R.

    art. 13 d.P.R. n. 115/2002 (contributo unificato)

    Richiamato per la statuizione sulla sussistenza dei presupposti per l'eventuale versamento del contributo unificato supplementare (raddoppio) a carico della ricorrente.

Massime di principio

  • L'obbligo del notaio di accertare l'identità delle parti richiede una ragionevole certezza soggettiva basata sulla diligenza professionale; non è sempre necessario ottenere testimonianze fidefacienti se esistono altri elementi probatori idonei.
  • Il confronto tra i documenti di identità prodotti dalle parti e la documentazione di istruttoria predisposta dalla banca può essere sufficiente a escludere responsabilità del notaio, specialmente se la banca stessa ha curato l'istruttoria e fornito dati identificativi.
  • La fiducia del notaio in garanzie fornite da terzi (es. mediatore finanziario) non è automaticamente colpevole se l'affidamento era ragionevole alla luce degli elementi disponibili; il fatto che il mediatore sia poi risultato fraudolento non basta di per sé a configurare la responsabilità del notaio quando la valutazione complessiva fosse coerente.
  • Le valutazioni di fatto del giudice di merito (sulla sufficienza degli accertamenti compiuti) sono difficilmente sindacabili in Cassazione se sono motivate in modo logico e congruo.
  • Per la banca che lamenta errori di identificazione è importante conservare e documentare l'istruttoria e i controlli svolti, perché tali documenti possono esonerare il notaio se dimostrano che egli ha potuto compiere una comparazione diligente.
  • In pratica, in operazioni di mutuo ipotecario il bilanciamento tra rapidità della stipula e approfondimento degli accertamenti impone che il notaio valuti caso per caso gli elementi disponibili; non esiste un obbligo rigido di ricorrere sempre a testimoni fidefacienti.

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