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Sentenza

Sentenza del 12/01/2017 n. 574 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava il condono previsto dall'art. 9-bis della legge n. 289 del 2002 per omessi o tardivi versamenti di imposte e ritenute. Il contribuente aveva versato soltanto la rata minima di 3.000 euro, omettendo le rate successive, e sosteneva che il pagamento della prima rata fosse sufficiente a rendere irrevocabile la definizione. L'Agenzia delle Entrate ha contestato tale interpretazione, sostenendo che, trattandosi di condono clemenziale, l'efficacia fosse subordinata al pagamento integrale e tempestivo dell'importo dovuto. Ha inoltre denunciato il vizio di motivazione della sentenza regionale.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo dell'Agenzia delle Entrate, ritenendo che il condono ex art. 9-bis della legge n. 289 del 2002 sia un condono clemenziale, diverso dai condoni premiali disciplinati dagli artt. 7, 8, 9, 15 e 16 della stessa legge. Per il condono clemenziale il pagamento rateale produce effetti soltanto se tutte le rate vengono pagate integralmente e tempestivamente; il pagamento della sola prima rata non è sufficiente. La Corte ha quindi cassato la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, ha rigettato il ricorso originario del contribuente. Il secondo motivo è stato assorbito. Le spese dell'intero giudizio sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9-bis

    Condono per la definizione degli omessi e tardivi versamenti delle imposte e delle ritenute emergenti dalle dichiarazioni presentate

    La norma disciplina un condono clemenziale, il cui perfezionamento è subordinato all'integrale pagamento dell'imposta e degli interessi dovuti. In caso di pagamento rateale, l'omesso versamento anche delle rate successive alla prima impedisce il perfezionamento della definizione.

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, artt. 7, 8, 9, 15 e 16

    Fattispecie di condono premiale

    Queste disposizioni prevedono condoni di natura premiale, caratterizzati da una disciplina diversa, nella quale il pagamento della prima rata e la presentazione dell'istanza possono essere sufficienti a produrre determinati effetti anche in caso di successivo omesso pagamento delle rate.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 36

    La norma è stata invocata dal contribuente per denunciare l'omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione della sentenza, ma il relativo motivo è stato assorbito dall'accoglimento del primo motivo.

  • D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36-bis

    La Corte ha evidenziato che, nel condono ex art. 9-bis, non occorre un'ulteriore attività di liquidazione dell'Amministrazione per determinare l'importo dovuto, poiché esso è già indicato nella dichiarazione integrativa del contribuente.

Massime di principio

  • Le norme di condono hanno natura eccezionale e devono essere interpretate restrittivamente, secondo la disciplina specificamente prevista per ciascuna fattispecie.
  • Non è corretto applicare automaticamente a un tipo di condono le regole previste per un altro: occorre distinguere tra condoni clemenziali e condoni premiali.
  • Quando una definizione agevolata richiede il pagamento integrale dell'importo dovuto, il pagamento della sola prima rata non perfeziona il beneficio, salvo una specifica disposizione che preveda espressamente il contrario.
  • L'omesso pagamento delle rate successive può comportare l'inefficacia della definizione e il recupero del debito secondo le regole ordinarie.
  • La giurisprudenza consolidata successivamente alla proposizione del ricorso può giustificare la compensazione delle spese, anche quando una parte risulta sostanzialmente vittoriosa.

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