Cassazione Penale, Sentenza n. 33390/2023 del 31/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per cassazione dell'ordinanza del Tribunale di Messina che aveva annullato il sequestro preventivo per equivalente di euro 3.556.025,65 disposto dal GIP su richiesta della Procura, relativo a ipotesi di omessa presentazione delle dichiarazioni IRES per gli anni 2014-2015-2016 (art. 5, comma 1, d.lgs. n.74/2000). La Procura censura la valutazione del Tribunale sull'insussistenza del fumus del reato in quanto la societa Giodani Limited (Malta) sarebbe comunque titolare di "stabile organizzazione" in Italia anche in ragione delle attivita telematiche e dell'evoluzione normativa (modifica dell'art.162 TUIR dal 1.1.2018 che include la "significativa e continuativa presenza economica" senza consistenza fisica), e chiede che si applichi l'interpretazione evolutiva della nozione di stabile organizzazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Pubblico Ministero. Ha ritenuto corretta l'argomentazione del Tribunale secondo cui la convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Malta (16.7.1981, ratificata con legge n.304/1983) prevale sulla disciplina interna ai sensi dell'art.169 TUIR, e che l'ampliamento della nozione di "stabile organizzazione" introdotto nell'art.162 TUIR dal 2018 (lettera F-bis) non puo' essere applicato per estendere la tassazione in contrasto con la convenzione internazionale, salvo che la disposizione interna sia piu' favorevole al contribuente. La Cassazione ha inoltre richiamato che, ai fini dell'integrazione del reato fiscale contestato, è decisiva l'esistenza in Italia della direzione effettiva (gestione amministrativa, decisioni strategiche, programmazione) e non puo' ritenersi la sola raccolta telematica idonea a provare la stabile organizzazione senza ulteriore verifica di fatti che in cassazione non si rinnovano. Conseguenza: rigetto del ricorso e conferma dell'annullamento del sequestro; niente provvedimenti sulle spese processuali.
Norme richiamate
art. 5, comma 1, d.lgs. n.74/2000
Delitto relativo all'omessa presentazione della dichiarazione dei redditi; per configurarsi quando la societa estera abbia una stabile organizzazione in Italia. L'accertamento delle condizioni sostanziali della stabile organizzazione è rilevante per la sussistenza del fumus del reato.
art. 162 d.P.R. 917/1986 (TUIR)
"una significativa e continuativa presenza economica nel territorio dello Stato costruita in modo tale da non fare risultare una sua consistenza fisica nel territorio stesso"
Dalla modifica vigente dal 1.1.2018 la nozione di "stabile organizzazione" e' stata estesa includendo anche la "presenza economica significativa" priva di consistenza fisica. Tuttavia, l'applicazione di questa nuova fattispecie e' limitata dall'operativita' di eventuali convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni.
art. 169 d.P.R. 917/1986 (TUIR)
"le disposizioni di cui all'art. 162 TUIR (che definiscono la nozione di 'stabile organizzazione') si applicano soltanto nel caso di assenza di una convenzione internazionale contro le doppie imposizioni (salvo che tali disposizioni siano più favorevoli al contribuente)"
La norma stabilisce la prevalenza del diritto pattizio (convenzioni internazionali) sulla disciplina interna relativa alla stabile organizzazione, salvo che la normativa interna sia piu' favorevole al contribuente.
Convenzione tra Italia e Malta del 16.7.1981 (ratificata con legge n.304/1983)
Trattato contro le doppie imposizioni applicabile alla fattispecie; la convenzione definisce la nozione di "stabile organizzazione" secondo il testo originario cui le parti si sono vincolate, impedendo l'applicazione di una nozione interna piu' gravosa che escluda la necessita' di una consistenza fisica.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma richiamata con riferimento alle spese processuali; nella specie la Corte ha ritenuto nulla da disporre sulle spese in favore della parte pubblica.
Massime di principio
- Le convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni prevalgono sulla normativa interna relativa alla "stabile organizzazione" salvo che la norma interna sia espressamente piu' favorevole al contribuente (art.169 TUIR).
- L'ampliamento domestico della nozione di "stabile organizzazione" (es. criterio della "presenza economica significativa" introdotto nel 2018) non puo' essere usato per colmare o modificare gli effetti di un trattato già vigente tra Stati contraenti se cio' rende la posizione del contribuente piu' gravosa.
- Per integrare il reato di omessa dichiarazione dei redditi (art.5 d.lgs.74/2000) quando la societa ha sede estera, occorre dimostrare la presenza di una stabile organizzazione in Italia in senso sostanziale: gestione amministrativa, decisioni strategiche, direzione effettiva e programmazione delle attivita rilevanti devono essere svolte nel territorio nazionale; la sola raccolta telematica non è automaticamente sufficiente.
- Il sequestro preventivo per equivalente richiede il fumus del reato e una solida valutazione dei presupposti di diritto e di fatto; la Cassazione in sede di ricorso contro provvedimenti cautelari interviene soltanto per violazione di legge o vizi gravi della motivazione, senza riesaminare i fatti nel merito.
- Chi contesta l'operativita' di una convenzione nei rapporti con una normativa interna restrittiva deve fornire argomentazioni giuridiche precise per dimostrare che la nuova norma e' applicabile e piu' favorevole, altrimenti i giudici applicheranno la disciplina pattizia.
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