Sentenza n. 1461/2026 - Catania, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione del decreto ingiuntivo n. 1528/2022 del Tribunale di Messina, definitivamente esecutivo
Esito
Favorevole al ricorrente (creditore privato)
Prevale il privato
La controversia
La società ricorrente ha agito per ottenere l’esecuzione del decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Messina nei confronti del Comune di Furnari per l’importo complessivo di euro 17.894,97, oltre accessori, dichiarato definitivamente esecutivo il 9 gennaio 2023. Il decreto era stato notificato all’amministrazione presso la sede legale il 23 febbraio 2023. Il Comune, ritualmente intimato, non si è costituito e non risultava aver adempiuto agli obblighi derivanti dal titolo esecutivo. Il ricorso per ottemperanza è stato notificato l’11 febbraio 2026, dopo il decorso del termine dilatorio di centoventi giorni previsto per l’avvio delle azioni esecutive nei confronti delle pubbliche amministrazioni.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda di ottemperanza, ritenendo integrato l’inadempimento dell’amministrazione rispetto a un titolo esecutivo giudiziale e verificato il decorso del termine dilatorio di centoventi giorni previsto dall’art. 14 del decreto-legge n. 669/1996, come modificato dalla normativa successiva. Ha ordinato al Comune di Furnari di dare piena esecuzione al decreto ingiuntivo entro sessanta giorni dalla comunicazione amministrativa della sentenza o dalla sua notificazione su istanza di parte, se anteriore. Per l’eventuale ulteriore inadempimento ha nominato commissario ad acta, senza ulteriori oneri, il Segretario Generale del Comune, incaricandolo di provvedere in via sostitutiva entro il successivo termine di sessanta giorni e di comunicare tempestivamente il proprio insediamento alla segreteria della Sezione. Il Comune è stato inoltre condannato alla rifusione delle spese di lite, liquidate in euro 430 oltre accessori, con distrazione in favore dei procuratori antistatari.
Norme richiamate
art. 14 d.l. n. 669/1996
termine dilatorio di centoventi giorni per la proposizione di azioni esecutive nei confronti della Pubblica Amministrazione
Il termine dilatorio deve essere decorso prima della proposizione dell’azione esecutiva o di ottemperanza diretta a ottenere l’adempimento di un titolo esecutivo pecuniario nei confronti di una pubblica amministrazione.
art. 147, comma 1, lett. a), l. n. 388/2000
Norma di modifica dell’art. 14 del d.l. n. 669/1996, richiamata nel quadro della disciplina del termine dilatorio.
art. 44, comma 3, lett. a), d.l. n. 269/2003, convertito dalla l. n. 326/2003
Ulteriore modifica della disciplina del termine dilatorio previsto per le azioni esecutive nei confronti delle pubbliche amministrazioni.
art. 647 c.p.c.
Il decreto ingiuntivo è stato dichiarato definitivamente esecutivo ai sensi della disposizione richiamata, acquisendo efficacia quale titolo suscettibile di esecuzione.
Massime di principio
- L’azione di ottemperanza è accoglibile quando una pubblica amministrazione non dà esecuzione a un decreto ingiuntivo definitivamente esecutivo notificatole, purché sia decorso il termine dilatorio previsto dalla legge per l’avvio delle azioni esecutive nei confronti della pubblica amministrazione.
- Il termine dilatorio di centoventi giorni decorre dalla notificazione del titolo esecutivo all’amministrazione e costituisce presupposto per la proposizione dell’azione esecutiva o di ottemperanza avente a oggetto l’adempimento di un’obbligazione pecuniaria della pubblica amministrazione.
- In caso di persistente inadempimento successivo all’ordine giudiziale di esecuzione, il giudice amministrativo può nominare un commissario ad acta affinché provveda in via sostitutiva entro un termine ulteriore assegnato dal giudice.
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