Salta al contenuto
Ordinanza

Ordinanza n. 11590/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito sull’istanza di riconoscimento del titolo di specializzazione in sostegno conseguito in Spagna (domanda 35597 del 9.3.24) e per la condanna della P.A. all’adozione di un provvedimento espresso; nonché per la nomina di un commissario ad acta per il caso di perdurante inerzia.

Giustizia amministrativa202505902

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito sull'istanza di riconoscimento di un titolo di specializzazione sul sostegno conseguito in Spagna

Esito

IMPROCEDIBILITA

La controversia

La ricorrente aveva proposto un'azione avverso il silenzio del Ministero dell'Istruzione e del Merito, chiedendo l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia sull'istanza di riconoscimento di un titolo di specializzazione per il sostegno conseguito in Spagna, la condanna dell'Amministrazione all'adozione di un provvedimento espresso e la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia. Il giudizio era già stato definito con una sentenza che aveva accolto il ricorso e ordinato all'Amministrazione di provvedere espressamente, nominando altresì un commissario ad acta per l'eventuale perdurante inerzia. Successivamente, la ricorrente ha dichiarato di rinunciare all'azione e agli atti giudiziari, avendo intrapreso percorsi di formazione attivati dall'INDIRE per la riserva nelle Graduatorie scolastiche provinciali.

La decisione

Il TAR ha ritenuto che la dichiarazione depositata dopo la precedente sentenza di definizione del giudizio non potesse essere qualificata come rinuncia all'azione o agli atti, poiché il processo era già stato definito. L'istanza è stata invece qualificata come rinuncia agli effetti favorevoli della sentenza, facoltà rimessa alla libera scelta della parte vittoriosa e non necessitante di una specifica intermediazione giudiziale. Poiché non era richiesta l'adozione di un'ulteriore statuizione giurisdizionale, il Collegio ha dichiarato il non luogo a provvedere.

Massime di principio

  • Una dichiarazione di rinuncia depositata dopo che il giudizio è stato definito con sentenza non costituisce rinuncia all'azione o agli atti del giudizio, ormai esaurito, ma può essere qualificata come rinuncia agli effetti favorevoli della pronuncia.
  • La rinuncia agli effetti favorevoli di una sentenza è una facoltà liberamente esercitabile dalla parte vittoriosa e non richiede una specifica statuizione o intermediazione del giudice; ove il giudice sia investito della relativa dichiarazione, deve dichiarare il non luogo a provvedere.

Come è indicizzato

MaterieRiconoscimento dei titoli di studioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiIstruzione e universitàImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.