Sentenza n. 1495/2026 - Milano, Sezione 3
per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza n. 1426/25 del Tribunale di Milano del 26.3.25.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano che aveva riconosciuto il beneficio economico della Carta Docente per gli anni scolastici 2022/23 e 2023/24
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha agito per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Milano, notificata al Ministero il 28 marzo 2025, con la quale l'amministrazione era stata condannata ad attribuire il beneficio economico di 500 euro annui tramite la Carta Docente, a decorrere dall'anno scolastico 2022/23 e fino all'anno 2023/24. Dedotta la decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 d.l. 669/1996, la ricorrente ha lamentato l'inerzia del Ministero, che non aveva eseguito la condanna né effettuato pagamenti, neppure parziali. Ha chiesto l'ordine di pagamento dell'importo complessivo di 1.000 euro e la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, accertando l'inottemperanza del Ministero al giudicato. Ha rilevato che la sentenza del giudice ordinario era passata in giudicato, era stata ritualmente notificata e che era decorso il termine dilatorio di 120 giorni per l'adempimento. La documentazione prodotta e le dichiarazioni della ricorrente dimostravano l'assenza di qualsiasi pagamento; il Ministero, pur costituito, si era limitato a una memoria di stile, senza contestare l'esistenza o l'ammontare del credito e senza fornire indicazioni sull'esecuzione. Il giudice ha quindi ordinato al Ministero di effettuare integralmente il pagamento entro 120 giorni dalla pubblicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza ha nominato commissario ad acta il Ragioniere Generale dello Stato, con facoltà di delega, da attivarsi entro 60 giorni dalla comunicazione dell'inadempimento. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di lite, liquidate in 800 euro oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di accertare l'inottemperanza al giudicato, ordinare l'esecuzione e nominare, anche preventivamente, un commissario ad acta.
art. 14 d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997
Prevede il termine dilatorio di 120 giorni per l'adempimento spontaneo delle condanne pecuniarie nei confronti delle amministrazioni pubbliche; decorso inutilmente tale termine, può essere proposta l'azione di ottemperanza.
art. 1, comma 121, l. 107/2015
È la disposizione posta a fondamento del beneficio economico della Carta Docente riconosciuto dal titolo giudiziale oggetto di ottemperanza.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza per una condanna pecuniaria nei confronti di una pubblica amministrazione è proponibile dopo la notificazione del titolo esecutivo e il decorso del termine dilatorio previsto dall'art. 14 d.l. 669/1996.
- Quando il titolo giudiziale è passato in giudicato, ritualmente notificato e non risulta eseguito, il giudice dell'ottemperanza può accertare l'inadempimento e ordinare all'amministrazione il pagamento entro un termine assegnato.
- La mancata contestazione da parte dell'amministrazione dell'esistenza e dell'ammontare del credito, unitamente all'assenza di pagamenti anche parziali, conferma l'inottemperanza al giudicato.
- Il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, subordinandone l'intervento all'ulteriore inutile decorso del termine assegnato all'amministrazione per adempiere.
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