Cassazione Penale, Sentenza n. 24290/2022 del 23/06/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza della Corte d'Appello di Ancona che aveva dichiarato inammissibile per tardività l'appello dell'imputato avverso la sentenza del Tribunale di Macerata del 15/05/2019. Il difensore sosteneva che la motivazione non era stata letta contestualmente alla pronuncia e quindi il termine di 15 giorni non poteva decorrere dal 15/05/2019, richiamando documenti in atti a sostegno di tale pretesa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che dal verbale di udienza risultasse con certezza la pronuncia della sentenza con motivazione contestuale il 15/05/2019; l'appello era stato depositato il 20/06/2019, oltre il termine di 15 giorni previsto dall'art. 585 comma 1 lett. a) c.p.p., dunque tardivo. Le altre eccezioni sulla corrispondenza oraria del verbale non hanno inficiato il dato. Per effetto della declaratoria di inammissibilità il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p. Sentenza a motivazione semplificata.
Norme richiamate
art. 585 comma 1 lett. a) c.p.p.
art. 585 comma 1 lett. a) c.p.p.
Il termine di impugnazione di quindici giorni decorre dalla data della decisione quando la sentenza è pronunciata con lettura contestuale della motivazione; la decorrenza deve risultare con certezza dal verbale di udienza.
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e la possibilità di una somma a favore della Cassa delle Ammende in caso di ricorso inammissibile, determinata in base ai profili di colpa.
Giurisprudenza citata (Sez. 1, Sentenza n. 28610 del 11/05/2021, dep. 22/07/2021)
Sez. 1, Sentenza n. 28610 del 11/05/2021 (dep. 22/07/2021) Rv. 281641 - 01
Conferma il principio che la lettura della sentenza comprensiva di motivazione, quando effettuata contestualmente, deve risultare con certezza dal verbale di udienza e che il verbale costituisce l'unico dato rilevante per la decorrenza del termine di impugnazione.
Massime di principio
- Se la sentenza è pronunciata con motivazione contestuale, il termine per proporre impugnazione decorre dalla data della pronuncia e va verificato nel verbale di udienza.
- Il verbale di udienza è il documento decisivo per stabilire la decorrenza del termine di impugnazione; contestazioni sulla tempestività richiedono prova convincente che la motivazione non sia stata effettivamente letta.
- In caso di ambiguità o contrasto tra gli orari riportati nel verbale e le affermazioni della difesa, è preferibile adottare tempestivamente rimedi cautelativi (ad es. istanza di rettifica del verbale o deposito dell'impugnazione) per evitare la decadenza del termine.
- La declaratoria di inammissibilità per tardività può comportare, oltre al rigetto del ricorso, la condanna alle spese processuali e il versamento di una somma alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
- Quando si contesta che la motivazione non sia stata letta contestualmente, l'onere probatorio grava sul ricorrente: occorre dimostrare l'assenza di lettura nel verbale o intervenire immediatamente con atti volti a preservare il diritto di impugnazione.
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