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Sentenza

Sentenza n. 643/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - del provvedimento del Dirigente del Settore Demanio Marittimo del Comune di Morciano di Leuca, prot. n. 0009817 del 29.12.2020, avente ad oggetto “proroga licenza Concessione Demaniale Marittima n. 43/2007” nella parte in cui proroga la durata della c.d.m. n. 43/2007 soltanto per tre anni, ovvero sino al 31.12.2023; - della deliberazione della Giunta Comunale di Morciano di Leuca n. 189 del 29.12.2020, recante come oggetto “Legge n. 145/2018, art. 1, co. 682-683 - D.L. n. 34/2020 convertito nella Legge n. 77/2020, art. 182, co. 2. Richieste di proroga concessioni demaniali marittime. Atto di indirizzo”, con la quale l'Amministrazione Comunale ha deliberato come atto di indirizzo al Responsabile di settore di prorogare le concessioni demaniali marittime sino al 31.12.2023; - di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, antecedente e/o successivo, comunque lesivo per la ricorrente, ancorché non conosciuto; nonché per l'accertamento e la declaratoria del diritto della ricorrente ad ottenere un formale atto di proroga della concessione demaniale oggetto di causa sino alla data del 31.12.2033, giusta applicazione dell'art.1, commi 682-683, L. n. 145/18. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da Diving Service di Maffezzoni Simonetta e C. Sas il 24/3/2021: - del provvedimento del Dirigente del Settore Demanio Marittimo del Comune di Morciano di Leuca, prot. n. 0009817 del 29.12.2020, avente ad oggetto “proroga licenza Concessione Demaniale Marittima n. 43/2007” nella parte in cui proroga la durata della c.d.m. n. 43/2007 soltanto per tre anni, ovvero sino al 31.12.2023; - della deliberazione della Giunta Comunale di Morciano di Leuca n. 189 del 29.12.2020, recante come oggetto “Legge n. 145/2018, art. 1, co. 682-683 - D.L. n. 34/2020 convertito nella Legge n. 77/2020, art. 182, co. 2. Richieste di proroga concessioni demaniali marittime. Atto di indirizzo”, pubblicata sull'Albo Pretorio a decorrere dal 08/01/2021 per giorni 15, con la quale l'Amministrazione Comunale ha deliberato come atto di indirizzo al Responsabile di settore di prorogare le concessioni demaniali marittime sino al 31.12.2023; - di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, antecedente e/o successivo, comunque lesivo per la ricorrente, ancorché non conosciuto; nonché per l'accertamento e la declaratoria del diritto della ricorrente ad ottenere un formale atto di proroga della concessione demaniale oggetto di causa sino alla data del 31.12.2033, giusta applicazione dell'art.1, commi 682-683, L. n. 145/18.

Giustizia amministrativa202100348

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento dirigenziale e deliberazione comunale recanti la proroga della concessione demaniale marittima n. 43/2007 soltanto sino al 31 dicembre 2023, anziché sino al 31 dicembre 2033

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento del dirigente comunale che ha prorogato per soli tre anni la concessione demaniale marittima n. 43/2007 e la deliberazione della Giunta comunale recante l'indirizzo di limitare la proroga al 31 dicembre 2023. Ha inoltre chiesto l'accertamento del diritto a ottenere la proroga sino al 31 dicembre 2033. Sono stati dedotti: violazione dell'art. 1, commi 682 e 683, della legge n. 145/2018; eccesso di potere e violazione della direttiva servizi; violazione dell'art. 6 della legge regionale Puglia n. 17/2015 ed eccesso di potere; difetto di istruttoria ed erronea presupposizione; violazione della legge n. 241/1990 ed eccesso di potere. Con motivi aggiunti è stato nuovamente impugnato il provvedimento dirigenziale, deducendone l'illegittimità derivata.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso, compresi i motivi aggiunti, improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Il Collegio ha rilevato che il regime di proroga delle concessioni demaniali marittime è direttamente disciplinato da norme di legge aventi natura di leggi-provvedimento; il rapporto concessorio risulta quindi conformato direttamente dalla legge, mentre gli atti dirigenziali impugnati hanno natura meramente attuativa e sono sostanzialmente privi di autonoma lesività. Anche la domanda di accertamento del diritto alla proroga trova fonte e limite nel dato normativo. La sopravvenienza di una diversa normativa-provvedimento ha determinato il venir meno dell'interesse alla decisione. Le spese di lite sono state compensate per ragioni equitative.

Norme richiamate

  • art. 1, commi 682-683, l. 145/2018

    La ricorrente ne ha invocato l'applicazione per ottenere la proroga della concessione demaniale marittima sino al 31 dicembre 2033; il TAR ha affermato in termini generali che la posizione concessoria è conformata direttamente dalla disciplina legislativa, dalla quale derivano anche fonte e limite del diritto alla proroga.

  • art. 182, comma 2, d.l. 34/2020, convertito nella l. 77/2020

    Richiamato nella deliberazione comunale quale disciplina legislativa del regime di proroga delle concessioni demaniali marittime.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Il Presidente ne ha dato applicazione per avvisare le parti, prima della discussione orale, della possibile improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato nello svolgimento processuale in relazione alla trattazione della causa.

  • art. 6 l.r. Puglia 17/2015

    Norma invocata dalla ricorrente a sostegno della contestazione degli atti comunali; il TAR non ha esaminato nel merito tale censura per la sopravvenuta improcedibilità.

  • l. 241/1990

    Richiamata dalla ricorrente per dedurre vizi procedimentali e di eccesso di potere; tali censure non sono state esaminate nel merito.

Massime di principio

  • Quando il regime di proroga di una concessione demaniale marittima è direttamente disciplinato da norme aventi natura di legge-provvedimento, il rapporto concessorio è conformato dalla legge e gli atti amministrativi adottati in attuazione di tale disciplina possono risultare privi di autonoma lesività.
  • La domanda di accertamento del diritto alla proroga di una concessione demaniale marittima trova la propria fonte e il proprio limite nella disciplina legislativa vigente; la sopravvenienza di una diversa normativa-provvedimento può determinare il venir meno dell'interesse concreto e attuale alla decisione dell'impugnazione degli atti attuativi.
  • Il sopravvenuto difetto di interesse comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso senza necessità di esaminare nel merito le censure dedotte contro gli atti amministrativi attuativi della disciplina legislativa.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interessePrincipio di legalità e tipicità

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