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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3434/2023 del 26/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugna la conferma della condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Denuncia (1) nullità processuali per presunta mancata o irregolare notifica dell'avviso di conclusione indagini al difensore e alla stessa imputata; (2) vizi di motivazione sull'accertamento dell'elemento oggettivo della bancarotta patrimoniale, sostenendo l'assenza di prova della previa disponibilità dei beni distratti e l'inattendibilità della testimonianza chiave (teste Fiore); (3) vizi di motivazione quanto al dolo generico, prospettando che le dichiarazioni indicano che la gestione era in capo al marito (amministratore di fatto) e non alla ricorrente

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato i primi due motivi: (1) la questione di nullità per mancata notifica è stata ritenuta inammissibile/infondato poiché non eccepita all'udienza preliminare e dunque sanata dall'omessa contestazione; (2) le censure che ripropongono una rivalutazione della prova sono inammissibili in sede di legittimità. Ha invece accolto il terzo motivo ritenendo che la Corte d'appello abbia fornito una motivazione assertiva e non verificabile circa la consapevolezza (dolo) della ricorrente rispetto alle attività distrattive dell'amministratore di fatto: la motivazione non indica il contenuto delle prove a fondamento della ricostruzione. Per tali profili la sentenza impugnata è annullata con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli per nuovo giudizio

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limita l'esame del ricorso per cassazione ai motivi ammessi; il ricorso è stato esaminato nei limiti previsti

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Esclude in Cassazione il sindacato sulla valutazione della prova e vieta che un vizio di motivazione si traduca in una rivalutazione del merito

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Nullità di ordine generale/di tipo intermedio: soggetta a termini per essere eccepita e suscettibile di sanatoria

  • art. 179, comma 1 cod. proc. pen.

    Nullità assolute, non sanabili; distinto ruolo rispetto alle nullità di cui all'art. 178

  • artt. 180 e 182 cod. proc. pen.

    Indicano i limiti temporali entro i quali devono essere eccepite le nullità procedurali

  • artt. 183 e 184 cod. proc. pen.

    Prevedono la sanatoria delle nullità quando la parte abbia, con il proprio comportamento processuale, rinunciato alla relativa eccezione

  • art. 415-bis cod. proc. pen.

    Regola effetti e facoltà connessi all'avviso di conclusione indagini; la mancata contestazione in udienza può comportare rinuncia alle facoltà correlate

  • d.l. 28/10/2020, n.137 conv. con l. 18/12/2020, n.176, art. 23, comma 8

    Consente la trasmissione delle conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale nelle cause penali (richiamato per le conclusioni in Corte)

Massime di principio

  • L'omessa o irregolare notifica dell'avviso di conclusione delle indagini può essere sanata se la parte interessata non eccepisce tale nullità all'udienza preliminare: la mancata eccezione vale come rinuncia.
  • In Cassazione è precluso chiedere una rivalutazione del merito o della valutazione probatoria (art. 606, comma 1, lett. e)): le censure devono riguardare vizi giuridici o carenze motivazionali specifiche e verificabili, non la diversa interpretazione dei fatti.
  • Nei reati fallimentari la responsabilità dell'amministratore di diritto può derivare dalla consapevolezza delle attività illecite dell'amministratore di fatto, ma tale consapevolezza deve emergere chiaramente dagli elementi probatori e la motivazione deve esplicitare il contenuto probatorio che giustifica la conclusione.
  • Se la motivazione del giudice di merito è meramente assertiva (non indica il contenuto delle prove o il nesso probatorio), la sentenza deve essere annullata e il processo rinviato per nuovo giudizio su quei profili.
  • Le eccezioni procedurali vanno sollevate tempestivamente nei termini processuali: la loro mancata tempestiva deduzione può comportare la loro esclusione o sanatoria.

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