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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26822/2022 del 12/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Opposizione avverso il provvedimento con cui la Corte d'appello, in funzione di giudice dell'esecuzione, aveva rigettato la richiesta di declaratoria di estinzione della pena (con conseguente liberazione) presentata in favore di Pietro Caiazza; la Corte di appello aveva dichiarato l'opposizione inammissibile ritenendo che dovesse essere proposto appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, annullando senza rinvio l'ordinanza del 10/09/2021. Ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione sia competente a decidere sull'estinzione della pena ai sensi dell'art. 676, comma 1, e che la pronuncia debba seguire la procedura di cui all'art. 667, comma 4 (ordinanza opponibile entro 15 giorni). Ha altresì affermato che l'opposizione è esperibile anche quando il provvedimento sia stato erroneamente emesso ai sensi dell'art. 666, per non privare la parte della possibilità di far valere le doglianze di merito. Gli atti sono stati trasmessi alla Corte d'appello di Napoli per il giudizio di opposizione avverso l'ordinanza del 30/08/2021.

Norme richiamate

  • art. 676 cod. proc. pen.

    Attribuisce al giudice dell'esecuzione la competenza a decidere in ordine all'estinzione della pena quando questa non consegue a misure alternative.

  • art. 667 cod. proc. pen.

    Stabilisce la procedura semplificata (senza formalità) con ordinanza opponibile entro quindici giorni davanti allo stesso giudice; disciplina l'estinzione della pena in sede esecutiva.

  • art. 666 cod. proc. pen.

    Richiamato nella sentenza per chiarire che, anche se un provvedimento fosse stato emesso erroneamente ai sensi dell'art. 666 anziché dell'art. 667, l'opposizione resta esperibile per consentire la verifica di merito.

  • art. 620 lett. d) cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di cassazione di annullare senza rinvio quando la questione è risolvibile in sede di legittimità e non richiede un nuovo esame di merito da parte della Corte territoriale.

  • Giurisprudenza (Sez.5, n. 37134 del 26/05/2009, Banca Nuova, Rv.245130)

    Precedente che conferma l'ammissibilità dell'opposizione anche quando il provvedimento è stato emesso erroneamente ai sensi dell'art. 666, per non privare la parte delle doglianze di merito.

Massime di principio

  • Avverso il rigetto di una richiesta di declaratoria di estinzione della pena proposta in sede esecutiva il rimedio corretto è l'opposizione (art. 667 co.4), non l'appello.
  • Il giudice dell'esecuzione è competente a decidere sull'estinzione della pena ai sensi dell'art. 676 co.1 e deve procedere secondo la modalità semplificata prevista dall'art. 667 co.4; l'ordinanza emessa è opponibile entro 15 giorni.
  • Se il provvedimento è stato emesso erroneamente invocando altra norma procedurale (es. art. 666), ciò non impedisce l'esperibilità dell'opposizione: il giudice non può privare la parte della possibilità di far valere le doglianze di merito.
  • La Corte di cassazione può annullare senza rinvio quando la corretta interpretazione delle norme consente una decisione immediata e trasmettere gli atti al giudice competente per il giudizio di opposizione.
  • È essenziale rispettare i termini procedurali: l'ordinanza ai sensi dell'art. 667 co.4 è opponibile entro 15 giorni; l'opposizione tempestiva non può essere dichiarata inammissibile con il mero richiamo alla necessità di un appello.

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