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Ordinanza

Ordinanza n. 55/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1

per la riforma dell'ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Seconda) n.-OMISSIS-, resa tra le parti, pubblicata il 4 dicembre 2025, sul ricorso proposto per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia: - del provvedimento di divieto di prosecuzione attività e di rimozione degli eventuali effetti prodotti dalla S.C.I.A., n. prot. -OMISSIS- dell’8 settembre 2025 adottato dal Comune di Agrigento - Settore V - Territorio e Ambiente – Igiene – Sanità - S.U.E. Sportello Unico per l’Edilizia; - di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale; e per l’accertamento e la declaratoria della validità del mutamento di destinazione d’uso omogeneo da A10 a A2 dell’unità immobiliare posta al piano primo dell’immobile sito in Agrigento, individuato al NCEU al foglio mappa n. -OMISSIS-;

Giustizia amministrativa202600123

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
CGARSOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Sicilia, Sezione Seconda, che aveva respinto la domanda di sospensione del divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione degli effetti prodotti dalla SCIA

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

La parte appellante aveva presentato una SCIA alternativa al permesso di costruire per il mutamento di destinazione d’uso omogeneo da ufficio (A10) ad abitazione (A2) di un’unità immobiliare sita nel Comune di Agrigento. Il Comune aveva poi adottato un provvedimento di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione degli eventuali effetti prodotti dalla SCIA. Il TAR aveva respinto la domanda cautelare e disposto un’istruttoria, fissando un termine di 60 giorni, sulla assentibilità del cambio di destinazione d’uso alla luce delle NTA del PRG. In appello, la parte deduceva il pregiudizio derivante dall’esecuzione del provvedimento, con compressione dei diritti dominicali e ripercussioni familiari e personali, anche in relazione al proprio stato di salute. Dagli atti emergeva tuttavia che l’immobile ricade nella Sottozona F3 – Attrezzature e servizi privati, le cui NTA escludono espressamente la destinazione ad abitazione. Il CGARS ha ritenuto necessario approfondire nel giudizio di merito la compatibilità del mutamento di destinazione d’uso con la disciplina urbanistica, anche alla luce della novella del Testo unico dell’edilizia introdotta dalla l. n. 105/2024 e della disciplina regionale.

La decisione

Il CGARS ha accolto l’appello non per sospendere o annullare immediatamente il provvedimento comunale, ma ai soli fini dell’art. 55, comma 10, c.p.a. Ha ritenuto che la questione centrale — la possibilità di assentire il cambio di destinazione d’uso in una sottozona le cui NTA escludono la destinazione abitativa — necessiti di un approfondimento nella fase di merito, anche considerando l’istruttoria già disposta dal TAR. L’interesse cautelare dell’appellante è stato ritenuto adeguatamente tutelabile mediante la sollecita fissazione dell’udienza di merito. È stata ordinata la trasmissione dell’ordinanza al TAR per la fissazione sollecita del merito. Nulla è stato disposto sulle spese, stante la mancata costituzione dell’amministrazione in entrambi i gradi. È stato inoltre disposto l’oscuramento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute dell’appellante.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l’appello cautelare dinanzi al giudice amministrativo.

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    sollecita fissazione del merito

    Consente, in sede cautelare, di tutelare l’interesse della parte mediante la sollecita fissazione dell’udienza di merito, anziché attraverso la sospensione dell’atto, quando la questione richiede un approfondimento nel merito.

  • l. n. 105/2024

    Novella il Testo unico dell’edilizia; la relativa incidenza sulla disciplina del mutamento di destinazione d’uso è indicata come profilo da approfondire nel merito.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce base per l’oscuramento delle generalità e dei dati personali nella diffusione del provvedimento.

  • art. 9, paragrafi 1 e 4, Regolamento (UE) 2016/679

    Rileva per la tutela dei dati relativi alla salute dell’appellante.

  • art. 2-septies d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale ulteriore fondamento della protezione dei dati relativi alla salute e dell’oscuramento disposto.

Massime di principio

  • Nel giudizio cautelare d’appello, quando la questione decisiva richiede un approfondimento istruttorio e normativo incompatibile con una definizione sommaria, l’interesse della parte può essere tutelato mediante la sollecita fissazione dell’udienza di merito ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a., senza necessità di sospendere l’atto impugnato.
  • La compatibilità di un mutamento di destinazione d’uso deve essere verificata alla luce delle prescrizioni urbanistiche della zona interessata; una previsione delle NTA che escluda espressamente la destinazione abitativa costituisce una questione centrale da esaminare nel merito prima di stabilire l’assentibilità del cambio d’uso.
  • L’esame cautelare della legittimità di un provvedimento edilizio può richiedere il coordinamento tra la disciplina urbanistica locale, la normativa regionale e le modifiche sopravvenute al Testo unico dell’edilizia.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziDestinazioni d'uso e zone omogeneeTutela cautelare
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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