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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39827/2022 del 20/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava il diniego dell'affidamento in prova al servizio sociale, deducendo violazione dell'art. 47 Ordinamento penitenziario e censurando la motivazione dell'ordinanza come generica, contraddittoria e apodittica. In particolare, contestava che il Tribunale avesse dato rilievo decisivo, in senso negativo, alla natura e gravità del reato, ai precedenti penali e alle pendenze processuali (tutti anteriori al tempus commissi del reato in espiazione), senza considerare l'evoluzione della personalità dopo il fatto, la condotta tenuta in libertà successivamente al 2012 e l'avviato percorso socio-riabilitativo; inoltre denunciava che l'assenza di prova di un percorso riabilitativo era stata affermata senza aver acquisito dati osservativi utili.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, accertando che il Tribunale non ha correttamente interpretato e applicato i principi relativi all'affidamento in prova (in particolare ai fini prognostici). Ha rilevato motivazione incongrua: il Tribunale ha enfatizzato genericamente la gravità del reato e i precedenti senza indicarne contenuti e rapporto temporale col fatto in espiazione e non ha acquisito o valutato adeguatamente dati sulla condotta successiva del ricorrente o sugli esiti dell'eventuale osservazione sociale. Per tali carenze la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di Sorveglianza di Salerno per un nuovo esame, con l'invito a motivare la decisione attenendosi ai principi di diritto richiamati (valutazione prognostica complessiva, necessità di verificare l'avvio di un processo critico e di raccogliere elementi osservativi pertinenti).

Norme richiamate

  • art. 47 Ordinamento penitenziario

    Presupposto per l'affidamento in prova: la misura deve essere idonea a rieducare il condannato e a prevenire il pericolo di commissione di altri reati; il giudizio prognostico non può basarsi automaticamente e da solo sulla gravità del reato o sui precedenti, né richiedere la prova di una completa revisione critica del passato, essendo sufficiente che tale processo risulti avviato dagli elementi di osservazione della personalità.

  • art. 73 d.P.R. n. 309/1990

    Norma che individua il reato per cui è stato condannato il ricorrente (illecito in materia di stupefacenti); può influenzare la valutazione della gravità ma non può da sola giustificare il rigetto dell'affidamento senza valutazione prognostica articolata.

  • art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Fondo procedurale per il motivo di cassazione dedotto (vizio della motivazione); la Corte ha ritenuto fondato il motivo ai sensi di questa disposizione.

Massime di principio

  • Il diniego dell'affidamento in prova deve fondarsi su un giudizio prognostico motivato e specifico: la sola gravità del reato o la mera esistenza di precedenti non sono di per sé decisivi.
  • Il Tribunale deve valutare l'evoluzione della personalità dopo il fatto (condotta in libertà o in detenzione, assenza di nuove denunce, adesione a percorsi riabilitativi) e, se tali elementi non sono acquisiti, attivare le strutture di osservazione per ottenere dati pertinenti.
  • Non è richiesta la prova di una completa revisione critica del passato; è sufficiente che emerga l'avvio di un processo critico e di rieducazione dalle risultanze osservative e socio-familiari.
  • Se si nega l'affidamento ma si concede una misura meno ampia (es. detenzione domiciliare), la motivazione deve essere coerente: il Tribunale non può usare ragioni che giustificano simultaneamente il rigetto dell'affidamento e l'ammissione a un'altra misura senza spiegare il diverso bilanciamento dei presupposti.
  • La sentenza di rigetto deve indicare i contenuti e il rapporto temporale dei precedenti e delle pendenze rispetto al fatto in espiazione, per consentire una valutazione chiara e verificabile della pericolosità residua.

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