Cassazione Civile, Ordinanza n. 14825/2026 del 18/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
La controversia nasce dall'esito di un concorso pubblico bandito nel 2008 dall'allora ICE per cinque posti di "Architetto" nell'Area "Professionisti". Due candidati, risultati vincitori ma collocati al terzo e quarto posto della graduatoria approvata nel 2010, avevano chiesto di essere assunti, in via principale o gradata, alle dipendenze del Ministero dello sviluppo economico o della nuova Agenzia ICE, nonché il risarcimento del danno per la mancata assunzione. La Corte d'appello aveva negato il diritto all'assunzione rilevando che, dopo la graduatoria, l'ICE era stato soppresso da sopravvenuta normativa e le sue funzioni erano state trasferite in parte al Ministero e in parte alla nuova Agenzia; inoltre la qualifica/area prevista dal concorso non era più contemplata nell'assetto organizzativo della nuova Agenzia né nel CCNL applicabile. Con il primo motivo di ricorso i candidati denunciavano violazione dell'art. 14, commi 19, 26 e 26-bis, del d.l. n. 98/2011, sostenendo che la soppressione dell'ICE non aveva estinto il loro diritto all'assunzione e che il trasferimento dei rapporti non riguardava solo la nuova Agenzia ma anche il Ministero, destinatario di una parte dei rapporti attivi e passivi dell'ente soppresso. Con il secondo motivo deducevano violazione dell'art. 14 d.l. n. 98/2011, dell'art. 21-quinquies l. n. 241/1990, dei principi di correttezza e buona fede e della tutela dell'affidamento, sostenendo che la mancata revoca della graduatoria e la presenza di una clausola del bando relativa al rispetto delle condizioni di legge per l'assunzione non potevano impedire la loro immissione in servizio; contestavano anche il richiamo al precedente di legittimità evocato dalla Corte territoriale, ritenendolo riferito a una fattispecie diversa.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso principale. Ha ritenuto infondati entrambi i motivi: il primo perché la disciplina del trasferimento dei rapporti conseguente alla soppressione dell'ICE riguardava i rapporti di lavoro già costituiti e non anche quelli ancora da costituire sulla base della graduatoria concorsuale; inoltre non emergeva alcuna specifica previsione normativa che imponesse il subentro del Ministero nei rapporti derivanti dalla graduatoria, né il Ministero aveva nell'organico una qualifica equivalente a quella di architetto/professionista oggetto del concorso. Il secondo motivo è stato respinto perché la decisione impugnata si era conformata alla giurisprudenza di legittimità che, in presenza di jus superveniens e mutamento dell'assetto organizzativo della pubblica amministrazione, esclude l'obbligo di procedere ad assunzioni non più coerenti con le nuove esigenze dell'ente; la clausola del bando sul rispetto delle condizioni di legge per l'assunzione non era mera clausola di stile ma richiamava un vincolo generale già previsto dalla legge, e il legittimo affidamento non poteva radicarsi in assenza dell'autorizzazione alle assunzioni prevista dal bando. Il ricorso incidentale sulla giurisdizione è stato dichiarato assorbito. Le spese sono state poste a carico dei ricorrenti, con condanna anche al versamento dell'ulteriore contributo unificato ove dovuto.
Norme richiamate
art. 14, commi 17-27, d.l. n. 98/2011
La soppressione dell'ICE e il trasferimento di funzioni, risorse e rapporti hanno inciso sull'assetto organizzativo e consentono alla P.A. di non procedere a nuove assunzioni non più coerenti con il nuovo quadro normativo.
art. 14, commi 19, 26 e 26-bis, d.l. n. 98/2011
Non comportano il trasferimento al Ministero dei rapporti derivanti da graduatorie concorsuali non ancora sfociate in un rapporto di lavoro costituito, né estendono automaticamente il diritto all'assunzione presso il Ministero.
DPCM 28.12.2012
Attua il trasferimento ex lege; gli artt. 2 e 4 riguardano i rapporti di lavoro già costituiti del personale trasferito nei ruoli del Ministero, non i rapporti ancora da costituire.
art. 4, comma 6, DPCM 28.12.2012
Consente all'Agenzia ICE di utilizzare le graduatorie del soppresso ICE solo in caso di fabbisogno di personale di pari qualifica e nel rispetto delle previsioni di legge; ciò esclude l'utilizzo di una graduatoria per una qualifica non presente nella nuova organizzazione.
art. 8, comma 3, DPCM 28.12.2012
Gli eventuali ulteriori rapporti attivi e passivi sono trasferiti secondo la specifica disciplina del decreto e non in via automatica al Ministero per rapporti estranei alle previsioni normative.
art. 9, comma 1, DPCM 28.12.2012
I rapporti non ricompresi tra quelli indicati nel decreto sono trasferiti al Ministero solo se attinenti al personale o ai rapporti già trasferiti in forza delle disposizioni del decreto.
art. 13 del bando di concorso
L'assunzione era subordinata all'autorizzazione della Presidenza del Consiglio dei ministri secondo la disciplina vigente; senza tale autorizzazione il diritto all'assunzione non si perfeziona.
art. 39, comma 3, L. n. 449/1997
Costituisce la base generale del vincolo di autorizzazione preventiva alle assunzioni nella pubblica amministrazione.
art. 21-quinquies L. n. 241/1990
Richiamato dai ricorrenti per sostenere la necessità di un formale provvedimento di revoca; la Corte ha ritenuto la censura infondata alla luce dello jus superveniens e del mutamento organizzativo sopravvenuto.
art. 1375 c.c.
Invocato per correttezza e buona fede; la Corte non ha ravvisato violazione perché l'aspettativa all'assunzione non poteva prevalere sul sopravvenuto mutamento normativo e organizzativo.
art. 2 Cost.
Richiamato per la tutela dell'affidamento; la Corte ha escluso che l'affidamento dei candidati potesse consolidarsi in assenza dei necessari presupposti legali per l'assunzione.
art. 97 Cost.
Costituisce il fondamento del principio per cui la P.A., in presenza di mutamenti organizzativi sopravvenuti, può e deve evitare assunzioni non più rispondenti alle esigenze di buon andamento, trasparenza ed efficienza.
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
Norma sul vizio di violazione di legge dedotto nel ricorso principale.
art. 360, comma 1, n. 2, c.p.c.
Norma invocata nel ricorso incidentale per il difetto di giurisdizione.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
Fondamento della statuizione sull'ulteriore contributo unificato dovuto in caso di rigetto del ricorso.
art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115/2002
Richiamato quale parametro per l'importo dell'ulteriore contributo unificato.
Massime di principio
- Quando una graduatoria concorsuale riguarda un ente poi soppresso o riorganizzato per effetto di jus superveniens, il diritto all'assunzione non si consolida automaticamente se il nuovo assetto non prevede più la stessa qualifica o non contempla la medesima esigenza di personale.
- Le norme sul trasferimento di funzioni, risorse e rapporti a seguito della soppressione di un ente devono essere interpretate secondo il loro oggetto: i rapporti di lavoro già costituiti possono essere trasferiti, ma i rapporti derivanti da graduatorie non ancora tradottesi in assunzione richiedono una specifica base normativa.
- In materia di pubblico impiego, la clausola del bando che subordina l'assunzione al rispetto delle condizioni di legge non è una clausola di stile, ma recepisce il necessario limite dell'autorizzazione alle assunzioni e delle sopravvenienze normative.
- Il legittimo affidamento del vincitore di concorso non prevale sul sopravvenuto mutamento dell'assetto organizzativo e normativo della pubblica amministrazione quando manchino i presupposti legali per la costituzione del rapporto di lavoro.
- Il principio di buon andamento, trasparenza ed efficienza della pubblica amministrazione legittima il mancato scorrimento o la mancata assunzione se la sopravvenuta disciplina rende l'assunzione non più coerente con le esigenze dell'ente e con l'organizzazione vigente.
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