Cassazione Civile, Ordinanza n. 14798/2026 del 18/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso, dichiarando che la giurisdizione appartiene al giudice ordinario. Ha assorbito il secondo motivo relativo al vizio di motivazione. Di conseguenza ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte d'appello di Potenza, in diversa composizione, anche per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità.
Esito
Favorevole al ricorrente (lavoratore)
La controversia
La controversia nasce dalla pretesa di una candidata utilmente collocata in una graduatoria concorsuale ancora efficace di essere assunta mediante scorrimento della graduatoria stessa. La Corte d'appello aveva ritenuto che la domanda investisse una posizione di interesse legittimo e che, poiché l'azienda non aveva bandito un nuovo concorso né assunto altri candidati, la giurisdizione spettasse al giudice amministrativo. Con il ricorso per cassazione la candidata ha denunciato, in primo luogo, la violazione dell'art. 63, commi 1, 2 e 4, del d.lgs. 165/2001, sostenendo che, una volta manifestata dall'amministrazione la volontà di coprire posti vacanti mediante scorrimento di graduatoria, l'idoneo utilmente collocato vanta un diritto soggettivo all'assunzione azionabile davanti al giudice ordinario. Con il secondo motivo ha dedotto la nullità della motivazione per apparenza, perplessità e contraddittorietà, lamentando che la sentenza impugnata si fosse limitata a richiamare principi generali sui non vincitori di concorso senza considerare la specifica allegazione della già intervenuta decisione amministrativa di utilizzare lo scorrimento.
Norme richiamate
art. 63, commi 1, 2 e 4, d.lgs. 165/2001
Per il pubblico impiego contrattualizzato, la giurisdizione si distribuisce in base alla natura della posizione dedotta: diritto soggettivo quando il candidato fa valere il diritto all'assunzione da scorrimento di graduatoria già deliberato; interesse legittimo quando si contesta l'esercizio del potere amministrativo di scegliere se bandire un nuovo concorso o scorrere la graduatoria.
art. 360, co. 1 n. 1 c.p.c.
È il parametro processuale invocato per censurare la statuizione sulla giurisdizione.
art. 360, co. 1 n. 4 c.p.c.
È il parametro processuale invocato per denunciare il vizio di motivazione apparente, perplessa, incomprensibile e contraddittoria.
art. 111, co. 6 Cost.
È richiamato come fondamento del dovere di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali.
art. 118 disp. att. c.p.c.
La Corte richiama il precedente più recente anche ai sensi di questa disposizione.
art. 5 c.p.c.
La giurisdizione si determina sulla base della domanda proposta, non delle difese del convenuto, salvo che queste evidenzino che la pretesa, già come formulata, implichi questioni estranee alla cognizione del giudice adito.
art. 353 c.p.c.
La Corte richiama l'avvenuta abrogazione della norma quale ragione del rinvio alla Corte d'appello.
Massime di principio
- Ai fini del riparto di giurisdizione occorre avere riguardo al petitum sostanziale e alla causa petendi, valutando i fatti allegati e la natura della posizione giuridica dedotta, senza anticipare il giudizio sul merito della fondatezza della pretesa.
- La giurisdizione non può essere determinata secondo l'esito della lite né in base alla mera fondatezza o infondatezza della domanda; il controllo va compiuto assumendo come riferimento la situazione soggettiva fatta valere dall'attore.
- Nel pubblico impiego contrattualizzato, la pretesa dell'idoneo utilmente collocato in graduatoria allo scorrimento fondato su una già intervenuta determinazione dell'amministrazione a coprire i posti vacanti tramite graduatoria integra, in linea generale, un diritto soggettivo devoluto al giudice ordinario.
- Diversamente, quando si contesta la scelta dell'amministrazione di non avvalersi dello scorrimento e di esercitare il potere di indire una diversa procedura o di determinare diversamente il reclutamento, la posizione è di interesse legittimo e la giurisdizione appartiene al giudice amministrativo.
- Il giudice deve distinguere tra la verifica della giurisdizione e l'accertamento della fondatezza della pretesa: la prima dipende dai fatti allegati e dalla qualificazione della posizione giuridica, il secondo spetta al giudice munito di giurisdizione.
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