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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41772/2025 del 30/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Più ricorsi per cassazione diretti avverso la sentenza della Corte di Appello di Reggio Calabria del 30/10/2024. Le censure principali erano: (i) vizio di motivazione e erronea identificazione degli imputati da immagini/video (assenza di documentazione delle ricognizioni e valorizzazione di riconoscimenti fotografici/descrittivi); (ii) insufficiente prova del concorso o del contributo causale nei reati ambientali (art.256 D.Lgs.152/2006), contestando che la mera presenza o aiuto materiale sia stato adeguatamente collegato a responsabilità penale; (iii) questioni processuali come inutilizzabilità di intercettazioni per mancata documentazione, violazioni del contraddittorio nell'assunzione della prova e dedotte violazioni degli artt.125, 189, 192, 546 cod. proc. pen.; (iv) contestazioni sulla qualificazione dei fatti (furto vs truffa) e sulla determinazione della pena, compresa la mancata motivazione sulla revoca della sospensione condizionale della pena per Domenico Bevilacqua; (v) doglianze sul trattamento sanzionatorio e sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati nell'interesse di Gianluca Bevilacqua, Bruno Todarello, Fabio Amato, Francesco Berlingeri, Cosimo Bevilacqua, Leonardo Amato e Cosimo Macrì, confermando nella sostanza la motivazione di merito della Corte d'Appello e richiamando il limite del sindacato di legittimità sulla valutazione di merito delle prove. Il ricorso di Domenico Bevilacqua è stato invece accolto parzialmente: la Corte di Cassazione ha annullato la parte della sentenza di appello che revocava la sospensione condizionale della pena senza motivazione, rinviando la relativa valutazione ad altra sezione della Corte d'Appello di Reggio Calabria. Sono state rigettate le richieste delle parti civili non adeguatamente impugnate o non costituite all'udienza e, ai sensi dell'art.616 cod. proc. pen., le parti private ricorrenti sono state condannate alle spese e al pagamento alla Cassa delle ammende di complessivi €3.000,00. In sintesi: gran parte dei ricorsi inammissibili, un annullamento parziale con rinvio limitato alla revoca non motivata della sospensione condizionale.

Norme richiamate

  • art. 256 D.Lgs. n.152/2006

    Norma sui delitti ambientali; la Corte riconosce la possibilità di ritenere la non occasionalità e il concorso nella gestione illecita dei rifiuti anche sulla base di indici sintomatici e del contributo materiale alla condotta (caricamento/trasporto), nonché applica il principio di responsabilità condivisa nel ciclo dei rifiuti (dovere di controllo del ricevente).

  • art. 110 cod. pen.

    Principio del concorso di persone nel reato; è stato utilizzato per attribuire responsabilità a più soggetti che hanno cooperato materialmente alla commissione dei reati.

  • art. 648 cod. pen.

    Ricettazione; la Corte d'appello e la Cassazione hanno valutato elementi indiziari e di contiguità temporale per ritenere la consapevolezza della provenienza illecita in presenza di attività di lavorazione/estrazione del materiale poco dopo il furto.

  • art. 624 e 625 cod. pen.

    Furto e sue aggravanti; la Corte ha motivato la qualificazione di talune condotte come furto aggravato dal mezzo fraudolento anche quando l'impossessamento avviene tramite richiesta di prova e fuga con il veicolo.

  • art. 181 D.Lgs. n.42/2004

    Norme sul patrimonio culturale; citata in relazione a reati connessi alla gestione o detenzione di materiali/contenuti rilevanti ai sensi del codice dei beni culturali.

  • art. 416 cod. pen.

    Associazione per delinquere; censurata ma la Corte d'Appello ha fornito motivazione ritenuta non viziata e non suscettibile di sindacato in Cassazione quando attiene a valutazioni probatorie.

  • art. 640 cod. pen.

    Truffa; la Corte ha distinto i casi di furto aggravato dall'uso del mezzo fraudolento dalla truffa, richiamando la giurisprudenza che qualifica come furto lo spossessamento realizzato con la tecnica dell'invito a provare e fuga.

  • artt. 125, 192, 546 c.p.p.

    Norme sul contenuto e i limiti del giudizio di merito e sull'onere motivazionale; la Cassazione riafferma che molte censure sono inammissibili se mirano a rivalutare il fatto e la prova non consentita in sede di legittimità.

  • art. 268 cod. proc. pen.

    Regole sulle intercettazioni; la mancata deduzione o mancato tempestivo dedursi in appello di vizi relativi all'utilizzabilità può rendere la questione inammissibile in cassazione.

  • art. 619 cod. proc. pen.

    Correzione di errori materiali in sentenza: richiesta per un caso specifico (Domenico Bevilacqua) alla quale la Procura aveva fatto riferimento; la Cassazione ha invece annullato la revoca non motivata della sospensione condizionale.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Conseguenze per ricorso inammissibile: condanna alle spese e possibile ammenda; la Corte ha applicato l'articolo disponendo il pagamento delle spese e di €3.000,00 alla Cassa delle ammende.

  • artt. 62-bis, 81, 133 cod. pen.

    Norme sulle circostanze attenuanti e sulla determinazione della pena; la Corte ha ritenuto che la motivazione della Corte d'Appello sulla mancata concessione delle attenuanti e sulla quantificazione della pena non fosse manifestamente illogica.

Massime di principio

  • Il giudizio di legittimità è limitato: la Cassazione non può sostituirsi al giudice di merito per rivalutare le prove di fatto; sono inammissibili le censure che chiedono una diversa valutazione di merito non fondata su vizi logico‑giuridici evidenti.
  • Il riconoscimento di persone da immagini/video effettuato da operatori di polizia giudiziaria costituisce prova atipica ammissibile e può essere valorizzato in dibattimento, salvo vizi formali gravi nell'acquisizione della prova.
  • Nei reati ambientali (art.256 D.Lgs.152/2006) la responsabilità può essere desunta anche dal contributo materiale (caricamento, trasporto) e da indici sintomatici della non occasionalità dell'attività; il ricevente/gestore dei rifiuti ha obbligo di controllo sulle autorizzazioni degli offerenti (principio di responsabilità condivisa).
  • La mera presenza su un mezzo non esclude la responsabilità, ma per la configurazione del concorso è necessario un adeguato apprezzamento del contributo causale; le contestazioni su questo punto devono essere sollevate e sviluppate in modo puntuale nei gradi di merito per essere efficaci in cassazione.
  • Le questioni processuali (es. inutilizzabilità di intercettazioni, violazioni del contraddittorio) che non siano state dedotte o sviluppate in appello risultano spesso inammissibili in cassazione per difetto di devoluzione della materia al giudice d'appello.
  • La revoca della sospensione condizionale della pena da parte del giudice d'appello richiede espressa e motivata valutazione: l'assenza di motivazione costituisce vizio idoneo all'annullamento e al rinvio.
  • Sulla quantificazione della pena e sulle attenuanti il giudice di merito ha ampia discrezionalità, ma deve fornire ragioni logiche e specifiche; la Cassazione sindaca la motivazione solo se manifesta illogicità o violazione di legge.
  • Le spese e le ammende possono essere ordinate quando i ricorsi risultano manifestamente inammissibili o presentano profili di colpa nella determinazione dell'inammissibilità.

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