Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5925/2023 del 13/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per annullamento della sentenza di condanna in appello per il reato di cui all'art. 337 c.p.: il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione per non aver adeguatamente valutato il contesto (aggressione a sfondo razzista subita dall'imputato), per aver valorizzato le dichiarazioni di testi ritenuti infedeli (in particolare Deniz Tavanxhio) e per non aver rinnovato l'istruttoria dibattimentale ai sensi dell'art. 603, comma 3-bis c.p.p. (mancato esame dell'imputato e del teste Tavanxhio), nonché vizio per mancata applicazione delle circostanze attenuanti generiche e per illegittimità nel computo dell'aumento per recidiva (si contestava l'aumento in misura di due terzi invece che della metà).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso in riferimento al vizio di violazione di legge per la mancata rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale ai sensi dell'art. 603, comma 3-bis c.p.p., rilevando che in appello, a fronte di un ribaltamento della decisione assolutoria, dovevano essere riascoltati i dichiaranti ritenuti decisivi (tra cui l'imputato e il teste Tavanxhio). Ha annullato la sentenza impugnata con rinvio ad altra Sezione della Corte di appello di Brescia per nuovo esame conformemente alla normativa vigente alla data della decisione impugnata (12/04/2022). Sono stati ritenuti assorbiti gli ulteriori motivi, pur osservando la censura sul calcolo della recidiva (a titolo di errore nel computo della misura dell'aumento).

Norme richiamate

  • art. 603, comma 3-bis c.p.p.

    Obbligo, in caso di ribaltamento in appello di una sentenza assolutoria, di rinnovare l'istruttoria dibattimentale con l'esame dei soggetti le cui dichiarazioni erano state decisive per l'assoluzione (tra cui l'imputato se ha reso dichiarazioni in causa propria). La sua violazione determina nullità rilevabile anche d'ufficio.

  • art. 337 c.p.

    Norma penale relativa al fatto contestato (quale condotta tenuta nei confronti di un agente nel contesto descritto): la sentenza di merito ha ritenuto provato il lancio di una bottiglia verso un agente; la valutazione della consapevolezza del destinatario come pubblico ufficiale era centrale e ha richiesto rinnovazione istruttoria.

  • principio "tempus regit actum" (art. 11 preleggi)

    La normativa processuale applicabile va valutata con riferimento al momento della decisione impugnata: la Corte ha applicato la disciplina vigente alla data della decisione di appello (12/04/2022) per verificare l'obbligo di rinnovazione.

  • d.lgs. n. 120/2022 (art. 34) e successive modifiche

    Modifiche introdotte successivamente alla decisione impugnata che hanno rimodulato l'obbligo di rinnovazione in appello; la Corte ha ritenuto però applicabile la disciplina previgente alla data della decisione impugnata in virtù del principio tempus regit actum.

  • giurisprudenza delle Sezioni Unite (es. Dasgupta, Sez. U.)

    La giurisprudenza di legittimità (Sezioni Unite) ha codificato il principio per cui, in caso di overturning di un'assoluzione, l'appello che fonda la modifica della valutazione delle prove dichiarative richiede la rinnovazione dell'istruttoria con escussione dei dichiaranti decisivi.

Massime di principio

  • Se in appello si intende ribaltare una sentenza di assoluzione fondata su dichiarazioni rese in dibattimento, il giudice d'appello è obbligato a rinnovare l'istruttoria esaminando nuovamente i dichiaranti ritenuti decisivi (compreso l'imputato se ha reso dichiarazioni in causa propria); il mancato rispetto di tale obbligo può determinare annullamento con rinvio.
  • Per stabilire quale versione della norma processuale si applica bisogna fare riferimento al principio tempus regit actum: si considera la disciplina vigente alla data della decisione impugnata (non solo alla data della proposizione del ricorso o della decisione di cassazione).
  • La motivazione della Corte d'appello deve confrontarsi esplicitamente e in modo rafforzato con le dichiarazioni già acquisite in primo grado; se introduce valutazioni probatorie 'nuove' rispetto al primo grado, occorre rinnovare l'istruttoria prima di fondare su di esse una condanna.
  • Le contestazioni sul computo della recidiva e sulla misura dell'aumento di pena vanno specificamente dedotte e possono essere rilevate anche in sede di cassazione; la misura dell'aumento per recidiva va calcolata conformemente alla disciplina prevista, pena errore nel calcolo della pena.
  • In casi con elementi di contesto (es. reazioni derivanti da aggressioni precedenti o stato di agitazione) il giudice deve esaminare puntualmente l'antefatto e considerare l'effetto sulla intensità del dolo e sulle circostanze attenuanti; la mancata valutazione può costituire vizio di motivazione.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.