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Ordinanza

Ordinanza n. 90/2026 - Potenza, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600238

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Basilicata, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione di una canna fumaria a servizio del focolare dell’appartamento del ricorrente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l’ordinanza comunale che gli ingiungeva di demolire, entro novanta giorni, la canna fumaria installata a servizio del proprio appartamento. In sede cautelare ha fatto valere, secondo quanto emerge dall’ordinanza, che il Comune avrebbe dovuto valutare la sussistenza dei presupposti per l’annullamento d’ufficio ai sensi dell’art. 21-nonies l. n. 241/1990, come indicato da una precedente sentenza del Consiglio di Stato, anziché qualificare l’opera come abuso edilizio e adottare direttamente un’ordinanza di demolizione. È stato inoltre rilevato che la canna fumaria era stata assentita mediante SCIA del 10 ottobre 2015, alla quale risultava allegata l’autorizzazione paesaggistica n. 105 del 28 settembre 2016. Quanto al periculum in mora, il ricorrente ha dedotto il pregiudizio derivante dalla demolizione, poiché la canna fumaria era necessaria per riscaldare l’abitazione dopo la disattivazione della caldaia centralizzata condominiale.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso l’efficacia dell’ordinanza di demolizione. In sede di sommaria delibazione, il Collegio ha ravvisato il fumus boni iuris nella circostanza che il Comune, invece di adottare un provvedimento volto a verificare i presupposti dell’annullamento d’ufficio ex art. 21-nonies l. n. 241/1990, avrebbe adottato direttamente un’ordinanza di demolizione, nonostante la canna fumaria risultasse assentita con SCIA e fosse corredata da autorizzazione paesaggistica. Il periculum in mora è stato riconosciuto nell’interesse del ricorrente a conservare il riscaldamento dell’appartamento, ritenuto essenziale per la vivibilità dell’abitazione, anche considerando la disattivazione dell’impianto centralizzato e l’installazione di canne fumarie da parte degli altri condomini. L’udienza pubblica è stata fissata per il 27 gennaio 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    Il Comune avrebbe dovuto valutare, mediante un apposito provvedimento, la sussistenza dei presupposti per l’annullamento d’ufficio dell’assenso relativo alla canna fumaria, anziché procedere direttamente con un’ordinanza di demolizione.

  • art. 55 c.p.a.

    Costituisce la base normativa della domanda cautelare incidentale e della sospensione dell’efficacia del provvedimento impugnato.

Massime di principio

  • Quando un’opera edilizia risulta assistita da un titolo o da un assenso amministrativo, l’amministrazione non può qualificarla senz’altro come abusiva e adottare direttamente una misura demolitoria senza previamente confrontarsi con il titolo esistente e, ove ne ricorrano i presupposti, con il regime dell’annullamento d’ufficio.
  • In presenza di un titolo edilizio apparentemente efficace, l’eventuale rimozione dell’assenso deve essere valutata secondo i presupposti dell’autotutela decisoria, inclusi l’interesse pubblico concreto e attuale e il bilanciamento con l’affidamento del privato; la mera adozione di un’ordinanza di demolizione non sostituisce tale valutazione.
  • Ai fini della tutela cautelare, il periculum in mora può essere riconosciuto quando la demolizione di un’opera funzionale al riscaldamento di un’abitazione incide concretamente sulla vivibilità dell’immobile, soprattutto dopo la disattivazione dell’impianto centralizzato.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniAutotutelaTutela cautelare
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiAutotutela decisoriaTutela cautelareLegittimo affidamentoPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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