Sentenza del 13/10/2017 n. 400 - Comm. Trib. Prov. Savona
ACCERTAMENTO - Irpef-Irap-Iva - Evasore totale - Accertamento mediante Spesometro - Legittimità
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha contestato la legittimità dell'accertamento ai fini IRPEF, IRAP e IVA fondato sulle risultanze del cosiddetto "Spesometro", introdotto dall'art. 28 del D.L. 78/2010. In particolare, ha contestato l'imputazione presuntiva di redditi non dichiarati. La decisione considera però rilevante il fatto che il contribuente non abbia dimostrato che le somme o le disponibilità presuntivamente riferite a reddito derivassero da cespiti diversi, posseduti nello stesso periodo d'imposta, esenti o soggetti a ritenuta alla fonte.
La decisione
L'accertamento è stato ritenuto legittimo. Le risultanze dello Spesometro possono fondare la pretesa impositiva quando il contribuente non fornisce una prova idonea a dimostrare l'origine non imponibile delle somme contestate. La posizione di evasore totale rafforza la validità dell'accertamento, poiché consente l'applicazione del regime probatorio previsto dall'art. 39, comma 2, del D.P.R. 600/1973, caratterizzato da una maggiore ampiezza degli elementi utilizzabili dall'Amministrazione finanziaria.
Norme richiamate
Art. 28 del D.L. 78/2010
La norma ha introdotto lo strumento del cosiddetto Spesometro, le cui risultanze possono essere utilizzate dall'Amministrazione finanziaria come base per l'accertamento dei redditi non dichiarati.
Art. 39, comma 2, del D.P.R. 600/1973
Nei confronti dei contribuenti che non hanno presentato la dichiarazione o sono considerati evasori totali, l'Amministrazione può utilizzare un metodo induttivo più ampio, fondando l'accertamento anche su elementi presuntivi, purché idonei a sostenere la pretesa.
Imposte considerate: IRPEF, IRAP e IVA
Le risultanze presuntive possono rilevare, secondo la natura dell'accertamento e degli elementi acquisiti, ai fini delle principali imposte dirette, dell'IRAP e dell'IVA.
Massime di principio
- Un accertamento fondato su dati dello Spesometro può essere considerato legittimo quando il contribuente non dimostra analiticamente che le somme contestate derivino da fonti diverse dal reddito imponibile, come redditi esenti o già assoggettati a ritenuta.
- La presunzione utilizzata dall'Amministrazione finanziaria può essere superata dal contribuente mediante una prova concreta, documentata e riferita alle singole operazioni o disponibilità contestate; la mera contestazione generica non è normalmente sufficiente.
- La qualifica di evasore totale comporta un regime probatorio più favorevole all'Amministrazione, che può ricorrere più ampiamente a elementi presuntivi e induttivi ai sensi dell'art. 39, comma 2, del D.P.R. 600/1973.
- In situazioni analoghe, il contribuente deve conservare e produrre documentazione idonea a dimostrare l'origine delle somme, la loro effettiva disponibilità nel periodo considerato e l'eventuale esenzione o tassazione alla fonte.
- La legittimità dell'accertamento non deriva automaticamente dal solo utilizzo dello Spesometro: occorre valutare la qualità dei dati, il collegamento con il contribuente e la possibilità di fornire una prova contraria, ma nei confronti dell'evasore totale l'onere difensivo è particolarmente gravoso.
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