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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45781/2024 del 12/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per omessa comunicazione di variazioni patrimoniali ex art. 80 d.lgs. n. 159/2011. Ha dedotto che: 1) le variazioni ereditarie sono avvenute durante la sospensione dell'esecuzione della misura di prevenzione (per carcerazione) pertanto non sussisterebbe obbligo comunicativo; 2) mentre era detenuto era impossibilitato a conoscere i dati contabili e ragionevolmente riteneva che l'accrescimento fosse sotto la soglia di legge; 3) la presentazione delle denunce di successione all'Agenzia delle Entrate equivaleva a adempimento dell'obbligo; 4) l'immobile di Dogliani, adibito a residenza, sarebbe escluso dall'obbligo come "bene destinato al soddisfacimento dei bisogni quotidiani"; 5) non sarebbe giustificato l'aumento di pena per continuazione interna.

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto il ricorso infondato e ha confermato la condanna inflitta in primo grado (pena: 1 anno e 6 mesi di reclusione e 7.000 euro di multa) per violazione dell'art. 80 d.lgs. n. 159/2011. La Corte ha motivato che: a) l'obbligo di comunicazione sussiste per dieci anni dalla definitività del decreto applicativo della misura e non è condizionato all'esecuzione in atto della misura (pertanto la sospensione per carcerazione non interrompe l'obbligo); b) l'ignoranza o l'impossibilità di conoscere dettagli contabili dal carcere sono mere congetture e non incidono sulla valutazione; c) la presentazione della denuncia di successione all'Agenzia delle Entrate non sostituisce l'obbligo specifico di comunicazione al nucleo di polizia tributaria; d) il mero fatto che l'immobile sia adibito a residenza non lo esclude dall'obbligo, poiché i beni immobili non rientrano nei "beni ad utilizzazione quotidiana"; e) la giurisprudenza di legittimità e le Sezioni Unite confermano che l'acquisto per successione rientra nell'obbligo, salvo che il giudice, valutata l'offensività, motivi diversamente (censura non proposta nel caso). Conseguentemente il ricorso è stato respinto.

Norme richiamate

  • art. 80 d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159

    Salvo quanto previsto dall'articolo 30 della legge 13 settembre 1982, n. 646, le persone già sottoposte, con provvedimento definitivo, ad una misura di prevenzione, sono tenute a comunicare per dieci anni, ed entro trenta giorni dal fatto, al nucleo di polizia tributaria del luogo di dimora abituale, tutte le variazioni nell'entità e nella composizione del patrimonio concernenti elementi di valore non inferiore ad euro 10.329,14. Entro il 31 gennaio di ciascun anno, i soggetti di cui al periodo precedente sono altresì tenuti a comunicare le variazioni intervenute nell'anno precedente, quando concernono complessivamente elementi di valore non inferiore ad euro 10.329,14. Sono esclusi i beni destinati al soddisfacimento dei bisogni quotidiani

    L'obbligo comunicativo nasce dalla definitività del decreto applicativo e perdura per dieci anni; non richiede l'esecuzione attuale della misura di prevenzione (la sospensione per carcerazione non sospende l'obbligo). Esclusione limitata ai beni ad utilizzazione quotidiana (esclusi i beni immobili).

  • art. 30 legge 13 settembre 1982, n. 646

    richiamato nel testo dell'art. 80 d.lgs. n. 159/2011

    Eccezione normativa richiamata dall'art. 80; la sentenza osserva che la pubblicità legale prevista da altri istituti non sostituisce l'obbligo specifico di comunicazione al nucleo di polizia tributaria.

  • art. 616 comma 1 cod. proc. pen.

    richiamato a corollario della decisione (conseguenze processuali)

    Norma procedurale richiamata per le conseguenze della decisione (es.: condanna alle spese e altre conseguenze proceduralmente previste).

Massime di principio

  • L'obbligo di comunicazione delle variazioni patrimoniali ex art. 80 d.lgs. n. 159/2011 sorge con la definitività del decreto applicativo e permane per dieci anni indipendentemente dalla sospensione dell'esecuzione della misura (es. per carcerazione).
  • La detenzione o la difficoltà materiale a conoscere dettagli contabili non esonera dall'obbligo di comunicazione; la mancata conoscenza è una circostanza congetturale che deve essere provata e adeguatamente motivata per incidere sulla responsabilità.
  • La presentazione della denuncia di successione all'Agenzia delle Entrate o altre formalità di pubblicità legale non sostituiscono l'obbligo specifico di comunicare la variazione patrimoniale al nucleo di polizia tributaria previsto dall'art. 80.
  • I beni immobili non rientrano, di regola, nell'esclusione per "beni destinati al soddisfacimento dei bisogni quotidiani": l'abitazione non è automaticamente esclusa dall'obbligo comunicativo.
  • In caso di acquisto per successione, l'obbligo di comunicazione sussiste comunque; il giudice, tuttavia, è tenuto a valutare l'offensività concreta della condotta qualora la questione sia sollevata e motivare eventualmente una diversa valutazione.
  • Le eccezioni difensive basate su mere ipotesi o congetture (es. stima non provata dell'entità dell'eredità) sono inammissibili e non bastano a viziare la motivazione della sentenza.
  • È necessario rispettare le soglie e i termini previsti dall'art. 80 (soglia indicata in euro 10.329,14; comunicazione entro 30 giorni dall'evento e comunicazioni annuali entro il 31 gennaio).

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