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Ordinanza

Ordinanza n. 1655/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma dell’ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale per il Veneto, sezione seconda, n. 182 del 21 marzo 2026, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202602885

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di demolizione n. 78 del 30 dicembre 2025

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

I proprietari hanno appellato l'ordinanza cautelare del TAR Veneto, che aveva respinto la domanda di sospensione dell'ordinanza comunale di demolizione. Il Comune aveva eccepito l'inammissibilità dell'appello, prospettando l'intervenuta acquisizione automatica dell'immobile al patrimonio comunale ai sensi dell'art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001, in assenza di un formale accertamento dell'inottemperanza all'ordine repressivo. Nel merito cautelare, i ricorrenti hanno contestato, tra l'altro, l'effettiva sussistenza della trasformazione dei luoghi e del mutamento della destinazione d'uso dell'area.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'eccezione di inammissibilità, ritenendo che l'eventuale già intervenuta acquisizione dell'immobile non avrebbe eliminato né la legittimazione ad agire né l'interesse all'appello, poiché l'azione era diretta a contestare l'ordinanza di demolizione tempestivamente impugnata entro il termine di 60 giorni. Ha ritenuto che, nella fase cautelare, le doglianze relative all'effettiva trasformazione dei luoghi e al mutamento della destinazione d'uso non fossero implausibili e richiedessero approfondimento nel merito. Nel bilanciamento degli interessi ha accordato prevalenza all'interesse dei privati, considerando la significativa e potenzialmente ablativa compressione del diritto dominicale e il rischio di gravi pregiudizi patrimoniali e logistici, a fronte dell'assenza di specifiche esigenze di urgenza attuativa del Comune. Ha quindi riformato l'ordinanza del TAR, accolto l'istanza cautelare e sospeso l'efficacia esecutiva dell'ordinanza di demolizione. Ha compensato le spese di entrambi i gradi cautelari e disposto la sollecita fissazione dell'udienza di merito ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l'appello cautelare contro le ordinanze del giudice di primo grado.

  • art. 29 c.p.a.

    Il termine di 60 giorni per impugnare l'ordinanza di demolizione, una volta rispettato, non può essere vanificato dal successivo decorso del termine previsto per l'attuazione dell'ordine repressivo.

  • art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001

    L'eventuale acquisizione automatica dell'immobile al patrimonio comunale, anche se già verificatasi, non rende di per sé inammissibile l'impugnazione tempestiva dell'ordinanza di demolizione; il decorso del termine di 90 giorni per l'attuazione non può determinare la perdita del diritto di difesa contro l'atto repressivo.

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    In caso di accoglimento cautelare, consente di disporre la sollecita fissazione dell'udienza di merito.

Massime di principio

  • L'eventuale acquisizione automatica di un immobile al patrimonio comunale ai sensi dell'art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001 non elimina la legittimazione e l'interesse a impugnare l'originaria ordinanza di demolizione, quando questa sia stata tempestivamente contestata nel termine decadenziale previsto dall'art. 29 c.p.a.
  • Il decorso del termine di 90 giorni previsto dall'art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001 per l'attuazione dell'ordine di demolizione non può rendere di fatto incontestabile un'ordinanza di demolizione già impugnata tempestivamente, poiché ciò determinerebbe una sproporzionata soppressione del diritto di difesa.
  • In sede cautelare, la non manifesta implausibilità delle contestazioni sull'effettiva trasformazione dei luoghi e sul mutamento della destinazione d'uso può integrare un adeguato fumus boni iuris, ferma la necessità di un approfondimento nel giudizio di merito.
  • Nel bilanciamento cautelare, l'interesse del proprietario può prevalere sull'interesse all'immediata esecuzione dell'ordinanza repressiva quando l'esecuzione comporti una significativa e potenzialmente ablativa compressione del diritto dominicale o gravi pregiudizi patrimoniali e logistici, mentre l'amministrazione non dimostri specifiche esigenze di urgenza attuativa.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiTutela cautelareLegittimazione e interesse a ricorrereDecadenza e tardivitàProporzionalità e ragionevolezza

Testo integrale

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