Sentenza del 19/09/2018 n. 3877 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia
IRPEF- ACCERTAMENTO SINTETICO- DISPONIBILITÀ DI UN ALLOGGIO E/ODI UN AUTOVETTURA- VALORE PRESUNTIVO.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Amministrazione ha determinato sinteticamente il reddito del contribuente sulla base della disponibilità di un alloggio e di un'autovettura, considerati elementi indicativi di capacità contributiva. Il contribuente contestava il valore presuntivo attribuito a tali beni, sostenendo verosimilmente che la loro disponibilità non dimostrasse, di per sé, l'esistenza di redditi non dichiarati.
La decisione
La disponibilità effettiva di un alloggio e di un'autovettura costituisce, ai sensi degli articoli 2 e 38 del d.P.R. n. 600/1973, un elemento presuntivo legale di capacità contributiva. Una volta accertata l'effettiva disponibilità dei beni, il giudice tributario non può eliminarne o neutralizzarne il valore presuntivo stabilito dalla legge. Può soltanto esaminare la prova fornita dal contribuente circa la provenienza non reddituale delle somme necessarie all'acquisto, al mantenimento o al possesso dei beni. In assenza di tale prova, l'accertamento sintetico è legittimo.
Norme richiamate
Art. 38 d.P.R. n. 600/1973
Disciplina l'accertamento sintetico del reddito sulla base di elementi e circostanze di fatto indicativi di capacità contributiva, tra cui possono rientrare la disponibilità di immobili e autoveicoli.
Art. 2 d.P.R. n. 600/1973
È richiamato quale fondamento della presunzione legale collegata alla disponibilità di determinati beni e delle conseguenti manifestazioni di capacità contributiva.
Art. 2728 c.c.
Le presunzioni legali dispensano la parte a favore della quale sono stabilite dall'onere della prova; il contribuente deve quindi fornire la prova contraria nei limiti previsti dalla legge.
Massime di principio
- La disponibilità effettiva di beni indicativi di capacità contributiva può legittimare un accertamento sintetico anche senza la prova diretta di specifici redditi occultati.
- Il giudice non può disapplicare il valore presuntivo attribuito dalla legge ai beni-indice dopo averne accertato la disponibilità.
- Il contribuente deve dimostrare concretamente che le spese di acquisto o mantenimento dei beni sono state finanziate con risorse non reddituali, come risparmi già tassati, eredità, donazioni, finanziamenti o redditi esenti.
- La prova contraria deve essere specifica, documentata e collegata temporalmente e quantitativamente alle spese considerate nell'accertamento; non sono normalmente sufficienti allegazioni generiche o mere spiegazioni astratte.
- In situazioni analoghe, la contestazione più efficace riguarda l'inesistenza o l'erronea attribuzione della disponibilità del bene, la quantificazione delle spese presunte oppure la dimostrazione documentale della diversa provenienza delle somme.
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