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Sentenza

Sentenza del 01/03/2018 n. 180 - Comm. Trib. Prov. Torino

CONTENZIOSO Diniego autotutela - Impugnabilità Processo tributario - Atti impugnabili - Diniego autotutela - Impugnabilità

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha contestato il diniego di autotutela sostenendo che l'amministrazione avesse esercitato in modo scorretto il proprio potere discrezionale. In particolare, il diniego risultava insufficientemente o contraddittoriamente motivato e non teneva adeguatamente conto delle giustificazioni fornite dal contribuente e degli elementi di prova potenzialmente rilevanti.

La decisione

Il ricorso avverso il diniego di autotutela è stato ritenuto ammissibile quando è diretto a contestare il cattivo esercizio del potere discrezionale dell'amministrazione, soprattutto sotto il profilo della motivazione. La decisione valorizza il principio di doverosità dell'azione amministrativa, insieme ai criteri di ragionevolezza, buona fede, giustizia sostanziale ed equità. Non è quindi esclusa in assoluto l'impugnazione del diniego: essa è possibile quando il diniego presenti vizi propri, come motivazione insufficiente o contraddittoria, e non si limiti a riproporre la contestazione del merito dell'atto originario.

Norme richiamate

  • Art. 19 del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    La disposizione individua gli atti impugnabili nel processo tributario. Il diniego di autotutela può essere sottoposto al giudice quando l'impugnazione riguarda vizi propri del diniego, come l'insufficienza o la contraddittorietà della motivazione e lo scorretto esercizio del potere discrezionale.

Massime di principio

  • Il diniego di autotutela non è sempre sottratto al controllo giudiziale: può essere impugnato quando si contestano vizi propri dell'atto di diniego.
  • Il giudice può verificare se l'amministrazione abbia motivato adeguatamente la decisione, esaminato gli elementi rilevanti e rispettato i principi di ragionevolezza e buona fede.
  • Non è sufficiente utilizzare il diniego di autotutela per riaprire genericamente una controversia ormai definita o per contestare nuovamente il merito dell'atto impositivo originario.
  • La presenza di giustificazioni plausibili e di prove potenzialmente decisive, ignorate dall'amministrazione, può rendere censurabile il diniego per difetto o contraddittorietà della motivazione.
  • In situazioni analoghe, il ricorso dovrebbe concentrarsi sui vizi del procedimento e della motivazione del diniego, documentando puntualmente quali elementi l'amministrazione non abbia considerato e perché tali elementi fossero rilevanti.

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