Cassazione Penale, Sentenza n. 47724/2022 del 16/12/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del GIP che aveva rigettato l'istanza di riconoscimento della continuazione fra reati accertati con più sentenze. Il ricorrente denunciava: (1) vizio di motivazione per avere il GIP valutato in modo esclusivo la condizione di dipendenza da stupefacenti trascurando altri indici utili (omogenea offensività, sistematicità, arco temporale circoscritto, analoghe modalità); (2) carenza di motivazione perché il giudice non aveva acquisito ed esaminato una delle sentenze richiamate nell'istanza (indicata con la lettera a), pur essendo tenuto a farlo).
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il secondo motivo fondato: il GIP non ha acquisito una delle pronunce di condanna richiamate nell'istanza, in violazione dell'art. 186 disp. att. cod. proc. pen., che impone l'acquisizione d'ufficio delle copie delle sentenze non allegate. Tale omissione determina una radicale carenza di motivazione dell'ordinanza impugnata. Perciò la Corte ha annullato l'ordinanza e disposto il rinvio al GIP di Foggia per un nuovo giudizio, libero nell'esito e corretto rispetto al vizio segnalato. Le censure del primo motivo sono assorbite ma non precluse, potendo essere valutate nuovamente in sede di rinvio.
Norme richiamate
art. 671 cod. proc. pen.
Norma di riferimento per l'istanza volta al riconoscimento della continuazione; la Corte richiama che l'istanza delimita l'oggetto del giudizio di esecuzione e che il giudice deve tener conto di tutte le pronunce richiamate nell'istanza stessa
art. 186 disp. att. cod. proc. pen.
Le copie delle sentenze o decreti irrevocabili, se non sono allegate alla richiesta prevista dall'articolo 671 comma 1 del codice, sono acquisite di ufficio
Il giudice dell'esecuzione è obbligato ad acquisire d'ufficio le copie delle sentenze richiamate nell'istanza; la mancata acquisizione dà luogo a carenza radicale di motivazione e giustifica l'annullamento del provvedimento impugnato
Massime di principio
- Il giudice dell'esecuzione deve acquisire e esaminare tutte le sentenze richiamate in una istanza ex art. 671: l'omissione costituisce vizio grave di motivazione e può determinare l'annullamento e il rinvio per nuovo giudizio
- Chi propone l'istanza dovrebbe allegare copie complete delle pronunce richiamate per evitare omissioni procedurali; in mancanza il giudice rimane comunque obbligato all'acquisizione d'ufficio
- Nella valutazione della continuazione tra reati non va considerata solo una circostanza (es. dipendenza da stupefacenti): occorre valutare congiuntamente più indici (prossimità temporale, omogeneità dell'offensività, sistematicità, analogie nelle modalità, partecipazione di altri, legami associativi, luogo dei fatti)
- Differenze significative fra sentenze (posteriorità temporale, luogo diverso, diversa compagine partecipativa, inquadramento associativo) possono indicare autonomia dei reati e contrastare il riconoscimento della continuazione
- In caso di annullamento per vizi procedurali il giudice adito in rinvio deve riesaminare la questione in piena libertà di giudizio, tenendo ora conto delle pronunce precedentemente omesse
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