Sentenza n. 885/2026 - Latina, Sezione 2
per l'annullamento, previa sospensiva: - dell'ordinanza di demolizione n.-OMISSIS- e della successiva n. -OMISSIS- del Comune di -OMISSIS-, Area I, Affari Generali, Segreteria Generale Territorio e Ambiente, recanti l’ordine di demolizione di alcune opere realizzate da parte ricorrente sul demanio pubblico senza alcuna concessione; - di ogni altro atto, antecedente o consequenziale, conosciuto e non, comunque connesso, ivi compreso il verbale di sopralluogo prot. n. -OMISSIS- del Comune di -OMISSIS-, mai notificato alla ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanze comunali di demolizione di opere ritenute abusive e insistenti su area demaniale marittima
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietaria)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha impugnato due ordinanze comunali con cui era stata ingiunta, ai sensi dell’art. 35 del d.P.R. n. 380/2001, la demolizione di manufatti abusivi, già interessati da istanze di condono edilizio respinte, sul presupposto che insistessero su pubblico demanio marittimo. Ha dedotto, in primo luogo, il difetto di prova, di istruttoria e di motivazione circa la natura demaniale dell’area, evidenziando di avere prodotto un’ordinanza giudiziale recante l’affrancazione del terreno, indicativa della proprietà privata del sedime. Ha inoltre censurato il termine di trenta giorni assegnato per la demolizione, ritenendolo illegittimo e gravoso, e la mancata previa diffida alla rimozione prevista dall’art. 35 del d.P.R. n. 380/2001. Il Comune non si è costituito; l’Agenzia del Demanio si è costituita con atto di puro stile.
La decisione
Il TAR ha definito il giudizio con sentenza semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a. e ha accolto il ricorso per il fondamento della prima censura, assorbendo le altre secondo il principio della ragione più liquida. Il Collegio ha rilevato che la demanialità marittima dell’area costituiva il presupposto essenziale per l’applicazione dell’art. 35 del d.P.R. n. 380/2001, ma che il Comune si era limitato ad affermarla genericamente nell’ordinanza, senza indicare né produrre elementi probatori idonei. Né il Comune né l’Agenzia del Demanio avevano contestato le risultanze dell’ordinanza giudiziale prodotta dalla ricorrente, relativa all’affrancazione del terreno e dunque indicativa della natura privata dell’area. Il giudice ha affermato che la proprietà pubblica del sedime deve essere provata in modo certo e incontestabile dall’ente locale e non può essere dimostrata mediante presunzioni né mediante inversione dell’onere probatorio a carico del privato. Ha inoltre rilevato che la delimitazione dell’area demaniale non era stata previamente accertata in contraddittorio secondo gli artt. 32 del codice della navigazione e 58 del regolamento per l’esecuzione del codice della navigazione, procedimento ritenuto indispensabile per l’esatta individuazione dei confini. Le due ordinanze sono state pertanto annullate. Il Comune è stato condannato alle spese in favore della ricorrente, liquidate in euro 1.500, oltre accessori e restituzione del contributo unificato; le spese nei confronti dell’Agenzia del Demanio sono state compensate.
Norme richiamate
art. 35 d.P.R. n. 380/2001
occupazione di suolo pubblico
L’applicazione della disciplina speciale relativa agli interventi eseguiti su suoli del demanio pubblico presuppone la prova certa della proprietà pubblica del sedime; tale prova grava sull’amministrazione e non può essere trasferita al privato.
art. 32 cod. nav.
procedimento di delimitazione
Il procedimento di delimitazione è indispensabile per accertare in contraddittorio l’esatta posizione dei confini e la perimetrazione dell’area demaniale marittima.
art. 58 reg. mar.
Integra la disciplina del procedimento di delimitazione dell’area demaniale marittima, che deve precedere l’accertamento della demanialità quando siano controversi i confini.
art. 60 c.p.a.
Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata quando risultino integri il contraddittorio e l’istruttoria e le parti siano state sentite.
Massime di principio
- Quando un’amministrazione comunale ordina la demolizione ai sensi dell’art. 35 del d.P.R. n. 380/2001 assumendo che le opere insistano sul demanio pubblico, deve provare in modo certo e incontestabile la proprietà pubblica del sedime, poiché la demanialità costituisce il presupposto fondante del potere sanzionatorio speciale.
- La demanialità dell’area sulla quale insistono opere abusive non può essere dimostrata mediante mere presunzioni, affermazioni generiche o il semplice richiamo contenuto nell’ordinanza; l’onere probatorio resta a carico dell’amministrazione e non può essere traslato sul destinatario dell’ordine di demolizione.
- Quando siano controversi i confini tra proprietà privata e demanio marittimo, l’esatta perimetrazione dell’area demaniale deve essere previamente accertata mediante il procedimento di delimitazione previsto dagli artt. 32 cod. nav. e 58 reg. mar., con garanzia del contraddittorio con il privato interessato.
- L’omessa prova della natura demaniale del sedime o l’omessa previa delimitazione dell’area, ove necessaria per individuare il confine, vizia il presupposto dell’ordinanza adottata ai sensi dell’art. 35 del d.P.R. n. 380/2001 e comporta l’annullamento dell’intero provvedimento.
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