Cassazione Penale, Sentenza n. 21263/2022 del 01/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 02/12/2021 del Tribunale di Salerno che aveva respinto l'istanza di riesame avverso la misura cautelare della custodia in carcere per concorso nell'acquisto, trasporto e detenzione di 400 gr. di hashish introdotti nel carcere di Salerno-Fuorni. Il ricorrente deduceva carenza, contraddittorietà ed illogicità della motivazione in ordine alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, lamentando che l'ordinanza ripetesse i vizi già censurati dalla Corte in precedenza, che avesse errato nell'interpretazione di conversazioni intercettate (nelle quali egli sarebbe stato "tirato in ballo" a sua insaputa) e che si fosse fondata su dichiarazioni inattendibili del coindagato Melluso.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il giudice del rinvio potesse, dopo l'annullamento per vizio di motivazione, pervenire alla stessa conclusione purché corredando la decisione di un percorso motivazionale in parte diverso e arricchito. Ha ritenuto adeguata e logica la motivazione dell'ordinanza impugnata, che ha richiamato, oltre a conversazioni intercettate tra terzi, una intercettazione diretta del 21/03/2019 (progr. 269-270) tra il ricorrente e il fratellastro, non contestata dal ricorrente, e ha valutato come non efficace a scriminare la sua responsabilità le minacce ricevute in carcere, perché non tali da annullare la capacità di autodeterminazione. Ha inoltre considerato legittimo richiamare precedenti condotte analoghe e le dichiarazioni di Melluso, ritenute corroborate da altri elementi d'indagine. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato infondato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. con modif. dalla L. 18 dicembre 2020, n. 176)
Predisposizione delle richieste scritte trasmesse dal Pubblico Ministero; nella fattispecie il P.M. ha trasmesso deduzioni scritte ai sensi di tale disposizione con richiesta di dichiarare l'inammissibilità del ricorso.
Principio giurisprudenziale sul potere del giudice di rinvio
Il giudice del rinvio può, dopo annullamento per vizio di motivazione, confermare la stessa conclusione purché segua un percorso argomentativo in parte diverso o integrato e proceda a nuovo esame completo delle emergenze probatorie, evitando però di riproporre gli stessi argomenti già ritenuti illogici dalla Corte di cassazione.
Principio giurisprudenziale sul sindacato della Corte di cassazione
La Corte di cassazione è limitata a verificare che l'atto impugnato esponga ragioni giuridicamente significative e non presenti evidenti illogicità; non può rimettere in discussione la valutazione di fatto e la misura dello spessore degli indizi, che spettano al giudice di merito.
Principio giurisprudenziale sull'interpretazione delle intercettazioni
L'interpretazione del linguaggio nelle intercettazioni è questione di fatto rimessa al giudice di merito e sottratta al sindacato di legittimità salvo il profilo della manifesta illogicità o irragionevolezza della motivazione che ne dà conto.
Massime di principio
- La Corte di cassazione controlla la legittimità e la logicità della motivazione del provvedimento cautelare, ma non riesamina i fatti: per impugnare con successo bisogna dimostrare errori di diritto o manifesta illogicità della motivazione, non solo diversa valutazione degli elementi probatori.
- Il giudice di rinvio può confermare la decisione annullata purché integri e migliori la motivazione, colmando i vuoti indicati dalla Corte di legittimità senza riproporre argomentazioni già censurate.
- Le conversazioni intercettate e la loro interpretazione costituiscono valutazione di fatto: la loro valutazione è riservata al giudice di merito e solo se la motivazione è manifestamente illogica può essere censurata in cassazione.
- Le dichiarazioni di collaboratori/testimoni (es. Melluso) possono essere valorizzate se risultano corroborate da altri elementi di indagine; la mera eccezione di genericità dell'attendibilità senza specifici riferimenti difficilmente prevale in sede di legittimità.
- Le minacce subite non scriminano automaticamente la condotta: occorre valutare se abbiano realmente annullato la capacità di autodeterminazione; se ciò non risulta, la responsabilità può permanere.
Testo integrale
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