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Ordinanza

Ordinanza n. 2479/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202604498

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Lazio che aveva respinto il ricorso contro un’ordinanza di demolizione

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

Gli appellanti hanno chiesto la sospensione dell’efficacia della sentenza di primo grado, deducendo che Roma Capitale aveva adottato l’ordinanza di demolizione mentre erano ancora pendenti diverse istanze di condono edilizio relative agli immobili interessati. Hanno inoltre evidenziato che, nove mesi dopo l’adozione dell’ordinanza, la stessa Amministrazione aveva richiesto documentazione integrativa per la corretta istruttoria delle pratiche di condono. Ulteriormente, gli appellanti hanno lamentato che l’ordine demolitorio fosse unico e indistinto e avesse colpito non solo le opere ritenute abusive, ma anche porzioni risalenti a epoca anteriore al 1967 e opere assistite da regolare licenza edilizia.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza cautelare e ha sospeso l’esecutività della sentenza del TAR Lazio. Ha ritenuto che le questioni prospettate — riguardanti l’adozione dell’ordinanza di demolizione in pendenza di istanze di condono, la successiva richiesta di integrazioni istruttorie da parte dell’Amministrazione e l’estensione indistinta dell’ordine anche a opere anteriori al 1967 o munite di titolo edilizio — richiedessero un approfondimento nella fase di merito. La sospensione è stata disposta ai soli fini della sollecita fissazione dell’udienza di merito, fissata al 1° dicembre 2026, e per evitare, nelle more, l’acquisizione coattiva dei manufatti ai sensi dell’art. 31, comma 4, d.P.R. 380/2001. Le spese del doppio grado cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento della domanda cautelare in appello e della sospensione dell’efficacia della sentenza impugnata.

  • art. 31, comma 4, d.P.R. 380/2001

    Richiamato con riferimento all’acquisizione coattiva dei manufatti; la misura cautelare è stata modulata per impedirne la disposizione nelle more della decisione di merito.

Massime di principio

  • Quando l’ordinanza di demolizione sia stata adottata in pendenza di istanze di condono edilizio non ancora definite e l’amministrazione abbia successivamente richiesto integrazioni documentali per istruirle, la controversia presenta profili che possono richiedere un approfondimento nella fase di merito e giustificare la sospensione cautelare dell’efficacia della sentenza di primo grado.
  • In sede cautelare d’appello, la sospensione della sentenza che ha respinto il ricorso può essere disposta anche ai soli fini della sollecita fissazione del merito, quando occorra preservare la situazione materiale e impedire l’acquisizione coattiva dei manufatti prima della definizione collegiale della controversia.
  • Un ordine di demolizione unico e indistinto, che colpisca insieme opere asseritamente abusive e opere anteriori al 1967 o assistite da titolo edilizio, pone una questione di legittimità meritevole di esame nel merito e può giustificare una misura cautelare interinale.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioPartecipazione al procedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezza

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