Cassazione Penale, Sentenza n. 15286/2022 del 20/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo fondato e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio, rinviando ad altra sezione della Corte di appello di Brescia per un nuovo esame sul punto. La statuizione di responsabilità per i reati (falso in cambiali e tentata truffa) era stata confermata in grado di appello e non è stata in questa sede annullata nel merito
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna la parte sanzionatoria della sentenza per contraddittorietà della motivazione: la Corte di appello ha riconosciuto un parziale risarcimento del danno da parte dell'Agosti ma, senza spiegazioni, ha ritenuto che ciò non costituisca segno significativo di resipiscenza e ha comunque mantenuto il trattamento sanzionatorio precedente
Norme richiamate
delitto di falso in cambiali
Il fatto di aver falsificato cambiali è stato ritenuto penalmente rilevante dalla Corte di appello; la Cassazione non ha rimesso in discussione la qualificazione del reato, ma ha censurato la motivazione relativa alla pena
delitto di tentata truffa
L'utilizzazione delle cambiali contraffatte in un tentativo di truffa è stata considerata come reato distinto ma connesso; la Cassazione ha confermato la necessità di riconsiderare solo il trattamento sanzionatorio
codice penale - recidiva reiterata, continuazione e circostanze attenuanti generiche
La Corte di appello aveva ritenuto la recidiva reiterata e la continuazione tra i reati e aveva valutato le attenuanti generiche come equivalenti ad una aggravante (nexus teleologico). La Cassazione ha censurato la motivazione solo nella parte riguardante il giudizio sul segno di resipiscenza e sull'effetto del risarcimento parziale, richiedendo una nuova valutazione motivata
Massime di principio
- Il risarcimento totale o parziale del danno può costituire elemento concreto di resipiscenza e di attenuazione della pena, ma il giudice deve esplicitare perché lo valuta o non lo valuta come tale
- Una motivazione contraddittoria o lacunosa sul profilo sanzionatorio è ragione sufficiente per la Cassazione a limitare l'annullamento alla sola determinazione della pena e a rinviare per nuovo esame
- La conferma della responsabilità penale nel merito non impedisce alla Cassazione di intervenire sulla sola parte sanzionatoria quando manchi adeguata spiegazione circa gli elementi attenuanti o di ravvedimento
- Nelle impugnazioni è strategico documentare il risarcimento e ogni comportamento post-fatto che dimostri resipiscenza, poiché l'assenza di motivazione del giudice su questi elementi può essere censurata
- Quando il giudice applica recidiva, continuazione o equiparazioni tra attenuanti e aggravanti, la motivazione deve chiarire il nesso di fatto e la sua incidenza sul trattamento sanzionatorio
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