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Cassazione Penale, Ordinanza n. 17347/2026 del 13/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di appello di Bari, in parziale riforma della decisione del GUP del Tribunale di Bari, ha riconosciuto le circostanze attenuanti generiche, rideterminando la pena, ma ha confermato nel resto la condanna dell'imputato per il reato di violazione delle prescrizioni inerenti alla sorveglianza speciale/obbligo imposto ai sensi della normativa antimafia. Con il ricorso per cassazione si è dedotta violazione di legge e vizio di motivazione quanto alla mancata esclusione della recidiva e, più in generale, al trattamento sanzionatorio, sostenendo in sostanza che la pena fosse stata determinata senza adeguata considerazione dei presupposti per escludere l'aggravante e che la valutazione del giudice di merito fosse erronea.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto le doglianze sul trattamento sanzionatorio manifestamente infondate: il giudice di appello aveva dato conto, in modo logico e coerente, dell'esercizio del potere discrezionale nella determinazione della pena, valorizzando la natura del reato e la continuità con precedenti condotte, indice di maggiore pericolosità e di un comportamento complessivamente caratterizzato dallo spregio delle prescrizioni imposte. Le censure del ricorrente miravano invece a ottenere una nuova e diversa valutazione del merito, non consentita in sede di legittimità. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende, non essendo emersi elementi per escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 75, co. 2, d.lgs. 159/2011

    Norma incriminatrice oggetto del giudizio di merito; la condanna è stata confermata per la violazione delle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione personale.

  • art. 62-bis c.p.

    Le attenuanti generiche sono state riconosciute in appello e hanno comportato una rideterminazione della pena.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso segue la condanna alle spese processuali e, in assenza di elementi per escludere la colpa, al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito sollecitare una nuova e alternativa lettura del trattamento sanzionatorio o del giudizio discrezionale del giudice di merito quando la motivazione della sentenza impugnata sia logica e coerente.
  • La valutazione della pena è insindacabile in cassazione se il giudice di appello ha dato conto degli elementi rilevanti, quali la natura del reato, la continuità con precedenti condotte e l'indice di maggiore pericolosità desumibile dal complessivo comportamento dell'imputato.
  • Le doglianze che, pur formalmente denunciate come violazione di legge o vizio di motivazione, mirano in realtà a una rivalutazione del merito sono inammissibili in sede di legittimità.
  • Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente alle spese processuali e, salvo che emergano elementi idonei a escludere la colpa, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniReati ostativi
RamiProcesso penaleEsecuzione penaleMisure di prevenzione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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