Sentenza n. 240/2026 - Latina, Sezione 1
per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dall’amministrazione sull’istanza del 28 ottobre 2025, avente ad oggetto l’adozione dei provvedimenti consequenziali alla pronuncia, in favore del ricorrente, della sentenza del TAR del Lazio, sezione staccata di Latina, sezione prima, 26 settembre 2025 n. 768.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio serbato dalla Prefettura di Latina sull'istanza del 28 ottobre 2025 volta all'adozione dei provvedimenti consequenziali alla sentenza che aveva annullato il diniego di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha chiesto, ai sensi dell'art. 117 c.p.a., l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia della Prefettura di Latina rispetto all'istanza presentata il 28 ottobre 2025, con la quale domandava l'adozione dei provvedimenti consequenziali alla precedente sentenza del TAR Lazio, Sezione staccata di Latina, 26 settembre 2025, n. 768, che aveva annullato il decreto prefettizio di rigetto della domanda di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a subordinato. L'amministrazione, con nota del 29 ottobre 2025, si era limitata a manifestare l'intenzione di proporre appello contro la sentenza, senza adottare una determinazione conclusiva. La sentenza presupposta, notificata il 28 ottobre 2025, non risultava tuttavia appellata né sospesa nella sua efficacia esecutiva.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che la precedente sentenza di annullamento era efficace ed esecutiva, non essendo stata né appellata né sospesa. La mera comunicazione dell'intenzione di proporre appello non equivaleva all'adozione di un provvedimento conclusivo e non giustificava l'inerzia amministrativa. In applicazione degli artt. 31 e 117 c.p.a. e dell'art. 2 l. 241/1990, il Tribunale ha accertato l'illegittimità del silenzio e ordinato alla Prefettura di Latina di adottare una determinazione esplicita e conclusiva sull'istanza entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Le spese, liquidate in euro 1.500,00 oltre oneri e accessori, sono state poste a carico dell'amministrazione resistente.
Norme richiamate
art. 117 c.p.a.
Disciplina il rito avverso il silenzio dell'amministrazione; il giudice ha utilizzato tale disposizione per accertare l'illegittimità dell'inerzia e ordinare l'adozione di un provvedimento espresso entro un termine determinato.
art. 31 c.p.a.
Costituisce il fondamento dell'azione di accertamento dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere.
art. 2 l. 241/1990
Impone all'amministrazione di concludere il procedimento con un provvedimento espresso; la mancata adozione di una determinazione conclusiva ha integrato un silenzio illegittimo.
Massime di principio
- La proposizione o la mera intenzione di proporre appello contro una sentenza amministrativa non sospende l'efficacia esecutiva della pronuncia e non esonera l'amministrazione dall'adozione degli atti consequenziali, salvo che l'appello sia effettivamente proposto e ne sia disposta la sospensione dell'esecutività.
- Quando un'amministrazione riceve un'istanza diretta all'adozione di provvedimenti consequenziali a una sentenza amministrativa efficace ed esecutiva, deve concludere il procedimento con una determinazione espressa entro il termine previsto dalla legge o fissato dal giudice.
- La comunicazione con cui l'amministrazione manifesta l'intenzione di impugnare una sentenza non costituisce provvedimento conclusivo sull'istanza dell'interessato e non impedisce l'accertamento giudiziale del silenzio ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a.
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