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Sentenza

Sentenza n. 11725/2026 - Roma, Sezione 1B

per l'annullamento previa misura cautelare, del provvedimento di esclusione dal concorso per titoli ed esami per il reclutamento di 2.392 volontari in ferma prefissata quadriennale (VFP4) nell’Esercito, nella Marina Militare, compreso il Corpo delle Capitanerie di Porto e nell’Aeronautica Militare, anno 2023”, con richiesta per l''effetto dell’immissione in servizio del ricorrente con riserva della decisione ovvero per l’adozione di ogni altro provvedimento idoneo allo scopo; nel merito, in accoglimento del ricorso, perché si disponga l’annullamento del giudizio medico-legale di non idoneità e conseguente esclusione impugnato, e la ammissione in servizio del ricorrente o altro provvedimento conseguente all’accoglimento del ricorso.

Giustizia amministrativa202401307

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione del ricorrente di non voler più coltivare il giudizio. Non è stata esaminata la legittimità del giudizio medico-legale né dell’esclusione concorsuale. Le spese di lite sono state integralmente compensate tra le parti.

TAR Lazio - Roma, Sez. I bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: giudizio medico-legale di non idoneità e conseguente esclusione dal concorso VFP4 nell’Esercito, nella Marina Militare e nell’Aeronautica Militare

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa tutela cautelare, il giudizio medico-legale di non idoneità e il conseguente provvedimento di esclusione dal concorso per titoli ed esami per il reclutamento di 2.392 volontari in ferma prefissata quadriennale (VFP4), anno 2023. Ha chiesto, per effetto dell’annullamento, l’ammissione in servizio o l’adozione di ogni altro provvedimento conseguente. Prima della decisione, con dichiarazione del 18 maggio 2026, ha comunicato di non avere più interesse a coltivare il ricorso.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Costituisce la base processuale per la dichiarazione di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nell’ambito della decisione sulla sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato per disporre l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Quando il ricorrente dichiara, prima della decisione, di non avere più interesse a coltivare il ricorso, il giudice amministrativo dichiara l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare i motivi di illegittimità dell’atto impugnato.
  • La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse determina la definizione del giudizio senza una pronuncia sul merito della domanda di annullamento.
  • In caso di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, la regolazione delle spese può essere disposta mediante compensazione integrale, ove giustificata dall’esito del giudizio.

Come è indicizzato

MaterieReclutamento e idoneitàEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiForze armate e forze di poliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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