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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4335/2025 del 03/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Tribunale di Catania del 09/07/2024 che aveva dichiarato non doversi procedere per il reato di furto di energia elettrica aggravato (manomissione del contatore) per difetto di querela, ritenendo tardiva e improduttiva di effetti la contestazione suppletiva del PM relativa alla "destinazione a pubblico servizio" ex art. 625, comma 1, n. 7 c.p. Il Procuratore Generale ha denunciato violazione degli artt. 516, 517, 522 e 129 c.p.p. sostenendo che la formulazione dell'aggravante in limine litis, pur anomala, non fosse irrituale e che il Tribunale avrebbe dovuto procedere all'accertamento di merito sulla sussistenza del furto aggravato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che nel caso concreto il furto fosse stato realizzato tramite la manomissione del misuratore e non mediante allaccio diretto alla rete pubblica; tale elemento è rilevante per la qualificazione dell'aggravante della "destinazione a pubblico servizio". La Corte ha richiamato la giurisprudenza (sent. Bevacqua e altre) secondo cui la qualificazione della "destinazione a pubblico servizio" richiede una valutazione complessa, comprensiva di norme extra-penali, e non è un dato autoevidente. Poiché il Procuratore Generale non ha fornito elementi concreti e specifici per dimostrare che, nonostante la manomissione del contatore, si fosse comunque determinato un vulnus alla soddisfazione di un bisogno collettivo, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 625, comma 1, n. 7 c.p.

    furto aggravato dalla destinazione della res a pubblico servizio

    La Corte richiama che la destinazione della energia elettrica a "pubblico servizio" non è un dato intrinseco e richiede una valutazione articolata anche di norme extra-penali; l'aggravante si configura quando la sottrazione riguarda un bene posto al servizio di un interesse della collettività, tipicamente attraverso l'allaccio diretto alla rete di distribuzione capace di servire utenze indeterminate.

  • artt. 516, 517, 522 e 129 c.p.p.

    norme sul procedimento e sull'eventuale rettifica o integrazione delle contestazioni

    Il ricorrente lamentava violazione di queste norme in relazione alla contestazione suppletiva formulata in limine litis; la Corte osserva però che, anche riconoscendo che una contestazione anomala in limine litis non è necessariamente irrilevante, l'ammissibilità del ricorso richiede censure concrete e pertinenti alla fattispecie concreta e non deduzioni astratte e generiche.

  • Giurisprudenza citata: Sez. 5, n. 14890 del 14/03/2024 (Bevacqua)

    La sentenza Bevacqua chiarisce che la destinazione dell'energia a pubblico servizio non è ovvia e richiede indagine su norme e organizzazione del servizio; la configurazione dell'aggravante va accertata con riferimento a fattori come il tipo di allaccio (diretto alla rete dell'ente gestore) e la capacità della rete di fornire un servizio a utenze indeterminate.

  • Giurisprudenza citata: Sez. 6, n. 698 del 03/12/2013 (Giordano)

    Richiamata per il principio che la nozione di "destinazione a pubblico servizio" dipende dalla qualità del servizio organizzato per soddisfare bisogni della generalità dei consociati e non dalla mera fruizione pubblica del bene.

Massime di principio

  • La qualificazione del furto di energia elettrica come aggravato dalla "destinazione a pubblico servizio" richiede una valutazione fattuale e normativa approfondita; non è sufficiente la semplice sottrazione o uso improprio dell'energia.
  • La modalità di realizzazione del furto è determinante: il furto tramite allaccio diretto alla rete di distribuzione dell'ente gestore è più facilmente riconducibile all'aggravante rispetto alla manomissione del contatore che può restare nel perimetro di un illecito privato.
  • Le contestazioni suppletive formulate in limine litis non sono automaticamente inammissibili, ma chi le impugna deve fornire censure concrete e specifiche collegate ai fatti emersi nel processo; deduzioni generiche e astratte sono insufficienti.
  • Per accertare la "destinazione a pubblico servizio" può essere necessario esaminare norme amministrative/settoriali e l'organizzazione del servizio (attività regolata, obblighi del gestore, rete e utenze servite), dunque collaborare con consulenze tecniche e riferimenti normativi concreti.
  • In situazioni analoghe, il PM che intenda qualificare un furto di energia come aggravato deve documentare elementi concreti (es. tipo di allaccio, estensione della rete coinvolta, potenziale pregiudizio al servizio collettivo) per rendere procedibile d'ufficio il reato.

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