Sentenza del 15/12/2021 n. 40215 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia contestava operazioni di acquisto e rivendita di vongole effettuate "in nero" per l'anno 2005 (omessa fatturazione delle cessioni e mancata regolarizzazione degli acquisti) e l'indebita deduzione di costi. I contribuenti impugnavano gli accertamenti, deducendo, tra l'altro, carenza di prova (rilievi su ritrovamento di contanti, illegittimità di accesso domiciliare, indagini bancarie), illegittimità delle sanzioni per mancanza dell'elemento soggettivo, violazioni procedurali e motivazionali degli avvisi, nonché l'errata qualificazione/attribuzione di movimenti bancari dei soci alla società.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Molte censure sono state dichiarate inammissibili per carenza di specificità, per non essere state reiterate in appello o per collocarsi nell'ambito di valutazione del merito non più sindacabile in cassazione dopo il D.L. n. 83/2012. Sui profili di merito la Corte ha ritenuto infondati i rilievi dei ricorrenti: la CTR aveva valutato correttamente l'assenza di prova certa e la indeducibilità dei costi generici; è confermata la presunzione normativa di imputazione di prelievi/versamenti bancari a ricavi (DPR 600/1973, art. 32) e, nelle società di persone a ristretta base familiare, la possibilità di attribuire i movimenti dei conti dei soci alla società salvo prova contraria. Anche le doglianze relative all'omessa simultaneità degli avvisi per società e soci e alla motivazione degli avvisi sono state respinte (non sussiste nullità automatica per avvisi disgiunti; le doglianze non erano sufficientemente specifiche). Condanna alle spese a carico dei ricorrenti.
Norme richiamate
art. 360 c.p.c.
Regola i motivi di ricorso per cassazione: numeri 3, 4 e 5 invocati; la Corte rileva l'ammissibilità limitata delle censure (specie dopo la riforma del 2012) e richiede specificità/autosufficienza del ricorso.
art. 112 c.p.c.
Obbligo di pronuncia: la Corte ricorda che il ricorso per cassazione deve riprodurre esattamente e con specificità le doglianze svolte in primo grado e in appello quando si denuncia omessa pronuncia, per rispettare il principio di autosufficienza.
D.L. 22 giugno 2012, n. 83 (conv. L. 7 agosto 2012, n. 134), art. 54
Ha circoscritto il sindacato della motivazione in cassazione (art. 360, n.5) alla sola verifica di vizi che incidono sul requisito costituzionale previsto dall'art. 111 Cost.; non è più consentito sindacare la mera insufficienza argomentativa.
art. 32 D.P.R. n. 600/1973
Presunzione legale che prelevamenti e versamenti bancari siano imputabili a ricavi; il contribuente può fornire prova contraria, ma l'onere probatorio grava su di lui e le prove (anche presunzioni semplici) vanno attentamente vagliate dal giudice.
art. 40 D.P.R. n. 600/1973
Stabilisce che la rettifica delle dichiarazioni per le persone giuridiche avviene con unico atto (ma non impone nullità se l'avviso a società e soci è emesso in atti separati); la Corte ha escluso la nullità automatica degli avvisi disgiunti.
art. 5 TUIR
Disciplina l'imputazione agli soci del risultato delle società di persone; la Corte ha confermato che l'Ufficio può accertare maggiori redditi della società e poi emettere avvisi verso i soci per la relativa quota.
art. 109 TUIR
Citato in relazione ai criteri di indeducibilità per mancanza del requisito di competenza; la Corte ha ritenuto che la CTR abbia esaminato la contabilità e motivato correttamente l'indeducibilità ove mancavano contratti e prova certa.
art. 132 c.p.c.
Ricorda le ipotesi estreme di vizio motivazionale (mancanza, apparente motivazione, contraddittorietà manifesta) che integrano violazione di legge e rendono ammissibile la censura in cassazione; la sentenza non presentava tali profili estremi.
Massime di principio
- In cassazione è essenziale che il ricorso sia autosufficiente e specifichi testualmente le censure svolte nei precedenti gradi: omissioni o richiami generici ai motivi di merito rendono il ricorso inammissibile.
- Dopo la riforma del 2012, il sindacato sulla motivazione in cassazione è fortemente limitato: si può impugnare solo l'assenza o il vizio grave della motivazione ove ciò integri un profilo di illegittimità costituzionalmente rilevante.
- Sulle deduzioni di spesa e componenti negativi del reddito l'onere della prova spetta al contribuente: costi descritti in modo generico e privi di contratti o documentazione non sono deducibili.
- Le risultanze delle indagini bancarie (art. 32 DPR 600/1973) costituiscono presunzione imputabile a ricavi; in società di persone a ristretta base familiare i conti dei soci possono essere riferiti alla società salvo prova contraria dell'estraneità delle operazioni.
- La separazione formale degli avvisi di accertamento (società vs soci) non determina automaticamente nullità dell'atto: rileva la sostanza e la possibilità di ricostruire petitum e causa petendi nell'avviso.
- Le doglianze fondate su elementi di fatto non riproposti in appello perdono rilevanza in cassazione: è necessario che le questioni decisive siano state oggetto del giudizio di gravame per poterle appellare in sede di legittimità.
- Se si contesta un'attività di verifica (per es. accessi, sequestri, perquisizioni) è fondamentale documentare la specifica illegittimità procedurale in modo puntuale e collegarla direttamente all'evento dispositivamente lesivo; l'argomentazione generica è insufficiente.
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