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Sentenza

Sentenza del 15/12/2021 n. 1529 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Avviso d'accertamento THU01C100XXX/2019 con il quale l'Agenzia ha imputato a L.B. redditi diversi per euro 4.960.287,88, derivanti da pagamenti effettuati dalla società M. S.r.l. alla società sammarinese T.B. s.a. per complessivi euro 6.735.860,78, entrambe riconducibili a L.B. L'Ufficio ha utilizzato quale elemento probatorio la sentenza di patteggiamento n. XXX/2017 che attribuisce a L.B. il reato di bancarotta preferenziale per avere effettuato quei pagamenti, poi destinati agli stessi istituti di credito che avevano concesso i finanziamenti. Sulla base dell'interpretazione autentica di cui all'art. 36, comma 34-bis, D.L. 4 luglio 2006, n. 223 (che chiarisce l'art. 14, comma 4), i proventi illeciti sono stati qualificati come redditi diversi e sottoposti a tassazione; il recupero è stato quantificato applicando una percentuale del 26,36% e deducendo la quota proporzionale a titolo di debiti verso T.B., ottenendo l'importo dichiarato in accertamento.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha rigettato l'appello di L.B., confermando la sentenza di primo grado. È stata ritenuta probatoria la sentenza di patteggiamento che attribuisce a L.B. pagamenti illeciti per euro 6.735.860,78; applicando la percentuale del 26,36% si è determinato il reddito diverso recuperato pari a euro 4.960.287,88. Conseguentemente le imposte richieste (IRPEF maggiore pari a euro 1.993.187,70 più addizionali regionale e comunale e relative sanzioni/interessi) sono state confermate. Spese: il contribuente era già stato condannato in primo grado al pagamento di euro 10.000,00; in appello è stato condannato al pagamento delle spese per il presente grado quantificate in euro 5.000,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • Sentenza di patteggiamento n. XXX/2017 (depositata il 12/06/2017)

    La sentenza di patteggiamento è stata considerata un elemento di prova che attribuisce a L.B. il reato di bancarotta preferenziale e attesta l'esecuzione dei pagamenti verso la T.B. s.a. per euro 6.735.860,78.

  • Cass. Sezioni Unite, sentenza n. 17289/2006

    Principio giurisprudenziale secondo cui la sentenza penale di patteggiamento costituisce un importante elemento di prova in sede civile/tributaria e la richiesta di patteggiamento implica il riconoscimento del fatto-reato.

  • D.L. 4 luglio 2006, n. 223, art. 36 comma 34-bis (interpretazione autentica dell'art. 14, comma 4)

    La disposizione di interpretazione autentica è stata applicata per qualificare come redditi diversi i proventi illeciti (pagamenti illeciti), rendendoli così recuperabili a tassazione.

Massime di principio

  • La sentenza di patteggiamento può essere considerata elemento probatorio rilevante in sede tributaria: la sua esistenza e i fatti in essa ammessi rendono difficile per il contribuente negare l'effetto fiscale dei pagamenti riconosciuti come illeciti.
  • I proventi derivanti da atti qualificati come illeciti (es. pagamenti riconducibili a bancarotta preferenziale) possono essere inquadrati come redditi diversi e sottoposti a tassazione in base all'interpretazione autentica di cui al D.L. 223/2006.
  • Quando i pagamenti sono fatti a soggetti riconducibili al medesimo gruppo/partecipante, l'Amministrazione può ricostruire il reddito imponibile anche applicando criteri proporzionali (es. percentuali di debito rispetto al totale) se ciò è necessario per isolare la quota di valore riconducibile al contribuente.
  • In casi analoghi il contribuente deve fornire prove solide e documentazione di legittima destinazione dei fondi, autonomia contrattuale delle società coinvolte e assenza di finalità illecite; in mancanza di ciò, la ricostruzione dell'Amministrazione fondata anche su fonti penali può prevalere.
  • Le conseguenze pratiche includono il recupero di imposte, addizionali, interessi e sanzioni nonché l'addebito delle spese processuali; l'esito dipende molto dalla capacità di confutare i fatti attestati dalla decisione penale o di dimostrare diversa qualificazione economica delle operazioni.

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