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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12405/2025 del 31/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo di 3.015.522,45 euro disposto dal G.I.P. di Gela per il delitto di frode fiscale (art. 110 c.p. e art. 2 d.lgs. n. 74/2000). Il ricorso contestava: 1) incompetenza territoriale, sostenendo che il reato si sarebbe consumato nel domicilio fiscale della Sital Impianti S.p.A., posto a Roma (sede legale); 2) carenza motivazionale rispetto al fumus commissi delicti e al periculum in mora, deducendo che le fatture contestate documentavano reali contratti di appalto con società "satellite", che tali società avevano organici e personale dipendente, e che le somme non sarebbero state a rischio di dispersione, anche per la presenza di misure di controllo sulla società (procedura ex art. 34-bis d.lgs. 159/2011 e sequestro preventivo sui conti societari).

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Sul punto della competenza territoriale ha ritenuto infondata la doglianza, confermando che la sede effettiva della società era a Gela in base a vari elementi di fatto (sede amministrativa e stabilimento produttivo in Gela, certificazione ISO riferita alla sede operativa di Gela, conti correnti locali, consulenti fiscali locali). Quanto al fumus commissi delicti, il Tribunale aveva motivato dettagliatamente la fittizietà delle operazioni: mancanza di beni strumentali nelle società emittenti, breve operatività, fatturati ingenti subito dopo la costituzione, inadempimenti tributari, legami personali tra amministratori e cancellazioni dalle scritture pubbliche. La Corte ha ritenuto la motivazione adeguata e non apparente. Sul periculum in mora, pur escludendo il valore automatico della "fungibilità" del denaro, la Corte ha ritenuto adeguati gli elementi indicati dal Tribunale (utilizzo di società cartiere, trasferimenti su conti di singoli e disponibilità di un conto estero in Lituania difficile da aggredire giudizialmente) a giustificare il rischio di dispersione. Il ricorso è stato pertanto rigettato e la ricorrente condannata alle spese.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Riferimento alla partecipazione al reato (concorso) contestata nel capo d'imputazione; utilizzato quale norma sostanziale per qualificarne la responsabilità.

  • art. 2 d.lgs. n. 74 del 2000

    Norma che disciplina le fattispecie di frode fiscale con uso di fatture per operazioni inesistenti; riferita come disposizione sostanziale contestata alla ricorrente.

  • art. 18, comma 2, d.lgs. n. 74 del 2000

    Per i delitti previsti dal capo I del titolo II il reato si considera consumato nel luogo in cui il contribuente ha il domicilio fiscale

    La corte interpreta la norma congiuntamente al principio dell'effettività del domicilio fiscale: la competenza territoriale si basa sul domicilio fiscale effettivo della persona giuridica; la sede legale è presunzione di domicilio fiscale ma può risultare fittizia e sostituita dalla sede effettiva.

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Richiamata quale norma che disciplina la composizione del Tribunale in sede di riesame/Tribunale della libertà nell'esame di misure cautelari.

  • art. 21, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione ai motivi di impugnazione relativi all'incompetenza territoriale; il motivo è stato valutato alla luce dei limiti di sindacato di merito.

  • art. 606, comma 1, lett. c) ed e) cod. proc. pen.

    Norme sui motivi di ricorso in Cassazione dedotte dalla difesa (vizi di diritto e motivazionali); la Corte ha considerato alcuni profili inammissibili o generici secondo le modalità di proposizione.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limiti al sindacato della Cassazione sulle ordinanze cautelari reali: controllo limitato alla violazione di legge e ai vizi motivazionali radicali, non all'apprezzamento normale della prova.

  • art. 12-bis d.lgs. n. 74 del 2000

    Norma che legittima il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta del profitto del reato fiscale; il provvedimento impugnato era funzionale alla confisca di somme ritenute profitto del reato.

  • art. 34-bis d.lgs. n. 159 del 2011

    Richiamata nella vicenda relativa allo stato di controllo giudiziario della società; la Corte ha ritenuto che la presenza di procedura speciale sulla società non escluda automaticamente il periculum nei confronti dei conti personali.

Massime di principio

  • Per la determinazione della competenza territoriale nei reati fiscali si applica il principio dell'effettività del domicilio fiscale: la sede legale è presunzione ma può essere disattesa se emergono elementi concreti che indicano una sede operativa diversa.
  • L'invocazione dell'incompetenza territoriale dev'essere fondata su elementi probatori specifici; la Cassazione revoca soltanto ove la decisione impugnata presenti vizi di legge o una motivazione radicalmente insufficiente.
  • Nel riesame del sequestro preventivo la valutazione del "fumus commissi delicti" richiede una motivazione puntuale e riferita a elementi concreti (assenza di beni, breve vita società, fatturati anomali, legami tra amministratori, cancellazioni societarie). Critiche generiche alla valutazione dei fatti sono inidonee in sede di Cassazione.
  • Il periculum in mora non può essere giustificato automaticamente con la sola fungibilità del denaro: occorrono indici concreti di rischio di dispersione (es. trasferimenti su conti personali, società cartiere, conti esteri difficili da aggredire).
  • La presenza di procedure di controllo giudiziario sulla società (es. misure ex art. 34-bis) non annulla automaticamente il pericolo di dispersione se le somme sono transitate su conti di soggetti diversi dalla società.
  • Il sindacato di legittimità sulle ordinanze cautelari reali è limitato: la Cassazione interviene prevalentemente per violazioni di legge o per vizi motivazionali radicali, non per semplice rivalutazione del merito probatorio.

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