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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12359/2025 del 31/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza di appello che li aveva condannati per bancarotta fraudolenta distrattiva in relazione alla societa\"Altair s.r.l.\" (fallita il 21/11/2017). L'accusa sosteneva che, quale effetto di un artificio contabile, gli amministratori avessero "distratto" il credito societario di €32.460,00 mediante una supposta compensazione con debiti verso terzi (€25.000 verso "Technicare LCC" e €7.460 verso "Prima International s.r.l."). I difensori hanno dedotto: mancata e contraddittoria motivazione sui profili di fatto e di diritto, omissione di valutazione di un documento del 7/01/2016 e di una consulenza tecnica di parte che attesterebbero un "accollo" dei debiti da parte di Pasotti; illogicita\" nella ricostruzione del dolo (si censurava che l'operazione sarebbe stata compiuta in un periodo in cui la societa era ancora operativa, che gli amministratori non avevano preteso compensi e avevano concesso un comodato d'uso immobiliare); richiesta di riqualificazione del fatto in bancarotta semplice per mera imprudenza economica. I ricorsi miravano quindi a contestare l'esistenza dell'elemento soggettivo (dolo) e la natura distrattiva dell'operazione, nonche\" la mancanza di prova di un accollo liberatorio.

La decisione

La Cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi. Ha ritenuto congrua e logica la motivazione dei giudici di merito: l'operazione annotata in contabilità era un artificio contabile e non risultava provato un accollo giuridicamente efficace da parte di Pasotti, nè che i terzi creditori fossero stati liberati. Di conseguenza la perdita del credito societario non era corrisposta da alcun vantaggio reale per la societa e l'operazione ha rilevanza distrattiva. Quanto al dolo, la Corte ha confermato che l'atto era stato posto in essere in un contesto di crisi, di rilevante importo e a favore di uno degli amministratori, elementi idonei a desumerne la volontà di nuocere alla massa dei creditori. E' stata inoltre esclusa la riqualificazione in bancarotta semplice, poiche non si e\" trattato di mera imprudenza ma di artificio contabile finalizzato a favorire un amministratore. Pertanto le condanne, cosi\" come riformate dalla Corte d'appello (con riduzione delle pene accessorie), sono state confermate nella sostanza e i ricorsi cassazionisti respinti.

Norme richiamate

  • art. 216 legge fallimentare (bancarotta fraudolenta)

    La Suprema Corte conferma che per escludere la natura distrattiva di un'operazione e\" necessario un accollo liberatorio valido e opponibile ai terzi; una semplice annotazione contabile o un accollo non liberatorio non sono idonei a far venire meno la qualifica distrattiva.

  • art. 217 legge fallimentare

    Riferito alla possibile riqualificazione della condotta, la Corte interpreta che quando l'atto sia un artificio contabile realizzato a vantaggio di un amministratore e non mera imprudenza, la fattispecie di bancarotta semplice non puo\" essere ravvisata.

  • art. 223 legge fallimentare

    Richiamata nei motivi di gravame; la Corte sottolinea che la qualifica di operazione come non dannosa richiede efficacia liberatoria nei confronti dei creditori terzi, altrimenti persiste il danno alla massa.

  • art. 224 legge fallimentare

    Citate in rapporto alle argomentazioni difensive sulla possibile riqualificazione; la Corte ritiene non applicabile tale alternativa qualora emerga un artificio contabile finalizzato a favorire un amministratore.

Massime di principio

  • Una compensazione iscritta in contabilità non esclude di per se\" la rilevanza penale: occorre prova di un accollo liberatorio effettivo e opponibile ai terzi per escludere la distrazione.
  • Se l'operazione determina la perdita di un credito a favore della societa senza che la societa riceva un vantaggio reale (es. liberazione dei debiti verso terzi), l'atto puo\" integrare bancarotta fraudolenta distrattiva.
  • La presenza di crisi aziendale, l'importo rilevante dell'operazione e il fatto che il vantaggio ricada su uno degli amministratori costituiscono indici significativi del dolo distrattivo.
  • La mera consulenza tecnica di parte o documenti ambigui e non formalmente vincolanti difficilmente scardinano una motivazione che ritiene la fattispecie distrattiva, salvo prova documentale chiara dell'accollo.
  • La riqualificazione in bancarotta semplice richiede che l'atto sia valutabile come imprudente o negligente piuttosto che come artificio volto a sottrarre risorse alla massa: se esiste un artificio contabile volto a favorire un amministratore, la riqualificazione e\" poco probabile.

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