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Sentenza

Sentenza n. 1416/2026 - Firenze, Sezione 3

per l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale ordinario di Firenze, Sezione Lavoro n. 979/2023, pubblicata in data 10.11.2023:

Giustizia amministrativa202501061

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione da parte del Ministero della sentenza del Tribunale ordinario di Firenze, Sezione Lavoro, n. 979/2023, relativa al riconoscimento della carta docente per gli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha agito in ottemperanza alla sentenza del Tribunale ordinario di Firenze, Sezione Lavoro, n. 979/2023, che aveva accertato il suo diritto a ottenere la carta docente per gli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023, per l'importo complessivo di 1.000 euro, condannando il Ministero a mettere a disposizione la carta docente nel rispetto dei vincoli di legge. La ricorrente ha dedotto la mancata ottemperanza del Ministero, chiedendo altresì la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia. La sentenza era stata ritualmente notificata ai fini dell'esecuzione forzata ed era decorso il termine dilatorio di 120 giorni concesso all'amministrazione per l'adempimento spontaneo.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo sussistenti i presupposti dell'azione di ottemperanza: la sentenza del giudice ordinario era stata notificata ai fini dell'esecuzione forzata e il termine dilatorio di 120 giorni era decorso senza che il Ministero vi desse completa esecuzione. Ha ordinato al Ministero di dare completa ed esatta esecuzione alla sentenza entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione della pronuncia. Ha nominato fin d'ora, per il caso di persistente inerzia, il Direttore generale dell'Ufficio centrale di bilancio del Ministero quale commissario ad acta, con facoltà di delega, attribuendogli il compito di avviare le procedure contabili necessarie all'adempimento. Il Ministero è stato inoltre condannato alla rifusione delle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre IVA, CPA e rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare l'esecuzione del giudicato o del provvedimento giudiziario esecutivo e di nominare, in caso di inerzia dell'amministrazione, un commissario ad acta.

Massime di principio

  • L'azione di ottemperanza è proponibile contro la mancata esecuzione di una sentenza del giudice ordinario quando la pronuncia sia stata ritualmente notificata ai fini dell'esecuzione forzata e sia decorso il termine dilatorio previsto per l'adempimento spontaneo.
  • Accertata l'inerzia dell'amministrazione nell'esecuzione di una sentenza esecutiva, il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'amministrazione di dare completa ed esatta esecuzione alla pronuncia entro un termine assegnato e nominare fin d'ora un commissario ad acta per il caso di ulteriore inadempimento.
  • Il commissario ad acta nominato nel giudizio di ottemperanza può essere individuato in un dirigente dell'amministrazione competente, con facoltà di delega e con il compito di porre in essere le procedure contabili necessarie all'esecuzione della sentenza.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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