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Sentenza

Sentenza n. 3406/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202601009

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: diniego parziale di accesso agli elaborati scritti dei candidati che avevano superato la prova scritta del concorso per dirigenti scolastici, nonché la sentenza del TAR che aveva limitato l’accesso a tre elaborati

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (candidate a concorso)

Prevale il privato

La controversia

Le appellanti, escluse per mancato superamento delle prove scritte del concorso ordinario per dirigenti scolastici, avevano già impugnato l’esclusione con ricorso pendente e avevano chiesto, ai sensi degli artt. 22 e seguenti della l. 241/1990, copia degli elaborati scritti di tutti i candidati ammessi alla prova orale, deducendone la strumentalità rispetto alla propria tutela giurisdizionale. L’amministrazione aveva limitato l’accesso a tre elaborati, richiamando l’esigenza di contemperare il diritto di accesso con il buon andamento amministrativo. Il TAR aveva respinto il ricorso ex art. 116 c.p.a., ritenendo la richiesta integrale massiva e sproporzionata e considerando normalmente sufficiente il raffronto con un numero limitato di elaborati. In appello è stato dedotto error in iudicando per erronea applicazione del principio di proporzionalità e della disciplina dell’accesso documentale, nonché violazione del diritto di difesa e del controllo giurisdizionale sulla procedura concorsuale.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello e, riformando la sentenza del TAR, ha accolto il ricorso originario. Ha ritenuto che l’art. 22 della l. 241/1990 configuri l’accesso documentale come principio generale dell’attività amministrativa, funzionale alla partecipazione, all’imparzialità e alla trasparenza, non suscettibile di interpretazioni arbitrariamente restrittive al di fuori delle eccezioni previste dalla legge, tra cui la tutela della riservatezza dei terzi. Nell’ambito di un concorso pubblico, elaborati, prove, verbali e documentazione relativa alla selezione sono accessibili, poiché la valutazione ha natura comparativa e coinvolge necessariamente le posizioni degli altri candidati. Il nesso di strumentalità tra l’accesso e la situazione giuridica finale deve essere valutato in prospettiva prognostica ex ante, senza che l’amministrazione o il giudice del giudizio sull’accesso possano sostituirsi al giudice competente nel giudizio principale per stabilire se i documenti siano effettivamente influenti o decisivi. La limitazione quantitativa motivata dalla natura massiva o sproporzionata della richiesta è stata ritenuta propria dell’accesso civico generalizzato, non dell’accesso documentale esercitato per esigenze difensive. L’amministrazione avrebbe potuto organizzare l’ostensione mediante previa visione degli elaborati e successiva estrazione di quelli ritenuti di interesse. Le amministrazioni appellate sono state condannate alle spese, liquidate in euro 2.000 per ciascun grado di giudizio, oltre accessori se dovuti.

Norme richiamate

  • artt. 22 e 24 l. 241/1990

    “l’accesso ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce principio generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l’imparzialità e la trasparenza”

    L’accesso documentale è un principio generale dell’attività amministrativa e, nei concorsi pubblici, consente la visione e l’estrazione di copia di elaborati, prove, verbali e documenti della selezione, salvo le eccezioni previste dalla legge, inclusa la tutela della riservatezza dei terzi.

  • art. 116 c.p.a.

    Il giudizio è il rimedio processuale per l’accertamento del diritto di accesso; nel relativo giudizio il giudice non deve valutare la decisività dei documenti per il giudizio principale, ma soltanto la loro strumentalità prognostica rispetto alla tutela della situazione giuridica dedotta.

  • art. 117, comma 2, lettera m), Cost.

    Il riferimento ai livelli essenziali delle prestazioni evidenzia la rilevanza generale e uniforme del diritto di accesso documentale.

Massime di principio

  • Nell’accesso documentale richiesto da un candidato nell’ambito di un concorso pubblico, elaborati, prove, verbali e altra documentazione della selezione sono in linea generale ostensibili, poiché la procedura concorsuale comporta una valutazione comparativa tra i partecipanti; restano salve le sole limitazioni previste dalla legge, inclusa la tutela della riservatezza dei terzi.
  • Il nesso di strumentalità tra il documento richiesto e la situazione giuridica finale deve essere apprezzato con un giudizio prognostico ex ante, verificando se la conoscenza del documento possa servire ad acquisire elementi di prova utili alla tutela; non è invece consentito all’amministrazione o al giudice dell’accesso anticipare il giudizio sulla rilevanza, influenza o decisività della documentazione nel processo principale.
  • La qualificazione di una richiesta come massiva o sproporzionata, tale da giustificare il rigetto per l’eccessivo carico amministrativo, appartiene all’ambito dell’accesso civico generalizzato e non può essere automaticamente utilizzata per comprimere l’accesso documentale esercitato per esigenze difensive.
  • Quando la richiesta di accesso a documenti concorsuali riguarda un numero elevato di atti, l’amministrazione può disciplinarne le modalità operative, anche mediante previa visione e successiva estrazione dei documenti di interesse, ma non può negare o limitare il diritto sulla sola base della sua ampiezza.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleConcorsi pubbliciAccesso difensivoDecisione e riti speciali
RamiAccesso e trasparenzaIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiTrasparenza e pubblicitàLegittimazione e interesse a ricorrereOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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