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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20392/2022 del 25/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Carandente impugnava in Cassazione la sentenza che aveva escluso la continuazione tra la rapina per la quale era condannato (commessa l'8/11/2018 a Volla) e un'altra rapina commessa il 10/12/2018, sostenendo che ricorrevano gli elementi tipici della continuità del disegno criminoso: medesimo ambito territoriale (Napoli), breve lasso di tempo (32 giorni), analoghe modalità esecutive e stessa tipologia di persone offese (ultrasessantacinquenni appena uscite dall'ufficio postale). Denunciava motivazione apparente/illogica (art. 606 c.p.p., lett. e)) e errata applicazione dell'art. 81 c.p. (lett. b)).

La decisione

La Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la Corte d'appello ha motivato correttamente l'esclusione della continuazione: sebbene le due rapine fossero simili e ravvicinate, tali elementi sono riconducibili a una "scelta di vita" delittuosa del ricorrente (pregresse condanne per reati predatori) e a comportamenti opportunistici, non a un piano unitario previamente rappresentato e deliberato. La Suprema Corte ha richiamato il principio secondo cui la continuazione richiede l'identità del disegno criminoso, distinta dalla mera propensione a delinquere, e ha ritenuto la motivazione non manifestamente illogica. Ricorso rigettato e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    La continuazione richiede che l'agente si sia previamente rappresentato e abbia unitariamente deliberato una serie di condotte criminose; non si confonde con una "scelta di vita" o con una generica propensione a commettere reati dello stesso tipo

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Strumento invocato per censurare la motivazione (vizio di apparente illogicità); la Corte ha ritenuto la motivazione sufficiente e non manifestamente illogica

  • art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Invocata in relazione alla presunta errata applicazione dell'art. 81 c.p.; la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione della norma sul concorso di reati e sulla continuazione

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma che consente di condannare la parte soccombente al pagamento delle spese del procedimento; applicata alla parte ricorrente

Massime di principio

  • La continuazione richiede la prova che l'autore abbia pianificato unitariamente le condotte: somiglianze temporali, territoriali e di modus operandi sono indizi ma non sempre sufficienti per riconoscere la continuazione.
  • La rilevanza di una "scelta di vita" delinquenziale: precedenti e propensione a commettere reati dello stesso tipo possono indicare abitualità ma non sostituiscono la prova dell'identità del disegno criminoso.
  • Per ottenere il riconoscimento della continuazione, l'accusa dovrebbe fornire elementi che dimostrino un progetto criminoso unico (pianificazione, coordinamento, reiterazione con elementi comuni non riconducibili solo all'opportunità del momento).
  • Per la difesa, è efficace sostenere che la ripetizione di reati simili sia frutto di opportunismo e contingenze (occasione favorevole) e non di un disegno unitario.
  • In giudizio valutare sempre il contesto fattuale complessivo: tempi, luoghi, modalità, ruolo di eventuali complici e precedenti personali, bilanciando indici favorevoli alla continuazione con elementi che possano farne escludere l'esistenza.

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