Sentenza n. 4545/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'annullamento previa adozione di misure cautelari a) del provvedimento di diniego del visto per lavoro subordinato dell'Ambasciata d'Italia di Islamabad in Pakistan Prot. n. 477, del 31/01/2023, Pratica n 20220009205 e notificato brevi manu in data 09.02.2023; b) di ogni altro atto preordinato, presupposto, connesso o consequenziale agli atti impugnati e che con gli stessi debba considerarsi comunque posto in rapporto di correlazione, nonché i pareri, le proposte e le valutazioni che possano aver concorso all'emanazione degli stessi.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando la dichiarazione del ricorrente e l'assenza di contestazioni da parte dell'Amministrazione. La decisione è stata adottata in rito, senza esame della legittimità del diniego del visto né dei motivi sostanziali dedotti. Le spese processuali sono state compensate in ragione della definizione in rito.
Atto impugnato: diniego del visto per lavoro subordinato adottato dall'Ambasciata d'Italia di Islamabad
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui l'Ambasciata d'Italia di Islamabad ha negato il visto per lavoro subordinato, chiedendone l'annullamento previa adozione di misure cautelari, nonché l'annullamento degli atti presupposti, connessi e consequenziali. Nel corso del giudizio, con dichiarazione depositata il 27 ottobre 2025, ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione. L'Amministrazione resistente non ha eccepito in ordine a tale dichiarazione.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione, non contestata dall’amministrazione resistente, giustifica la dichiarazione di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
- Quando il giudizio è definito per sopravvenuta carenza di interesse senza esame del merito, le spese processuali possono essere compensate in ragione della decisione in rito.
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