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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48820/2023 del 07/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha chiesto la revoca o la sospensione dell'ordine di demolizione contenuto nella sentenza divenuta irrevocabile il 6/11/1998 (reato richiamato: art. 20, L. 28/2/1985, n.47). Ha invocato violazioni di principi costituzionali (artt. 2, 3, 32 Cost.) e di diritti convenzionali (artt. 3, 6, 8 CEDU), sostenendo che la demolizione lede il diritto alla salute del figlio minorenne gravemente malato e che la demolizione non porterebbe alcun beneficio urbanistico poiché l'immobile è ora inserito in un tessuto già urbanizzato. Ha anche censurato la motivazione come mancante, contraddittoria o illogica.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto la motivazione della Corte d'appello solida e non viziata, evidenziando che le censure erano fondate su questioni di merito e fatti non sindacabili in sede di legittimità. La Corte ha richiamato elementi quali la consapevolezza dell'illiceità da parte del ricorrente, i lunghi tempi intercorsi dall'irrevocabilità della sentenza senza iniziative del ricorrente per trovare altra sistemazione, le condizioni economiche del ricorrente e la valutazione che la patologia del minore non rende impossibile il trasferimento in un'abitazione idonea. È stata pronunciata la condanna alle spese e l'obbligo di versare alla Cassa delle ammende la somma di euro 3.000,00.

Norme richiamate

  • Costituzione della Repubblica Italiana

    Richiamati dal ricorrente per sostenere che la demolizione lederebbe il diritto alla salute e altri diritti fondamentali; la Corte ha ritenuto che tali interessi siano stati correttamente bilanciati dalla Corte d'appello con adeguata motivazione

  • Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU)

    Invocati dal ricorrente (in particolare art. 8 sul rispetto della vita privata e familiare); la Corte ha ritenuto che la valutazione di proporzionalità sia stata compiuta dalla Corte d'appello e non censurabile in sede di legittimità

  • Legge 28 febbraio 1985, n.47

    Norma richiamata quale fattispecie edilizia contestata e dalla quale deriva l'ordine di demolizione posto in esecuzione

  • Codice di procedura penale

    Applicato per disporre l'onere delle spese e il versamento in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso

  • Sentenza Corte costituzionale

    Richiamata per valutare la responsabilità della parte nella proposizione del ricorso e per giustificare l'esclusione di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità

Massime di principio

  • In materia di ordini di demolizione derivanti da sentenze irrevocabili, il giudice bilancia il diritto alla proprietà e all'abitazione con l'interesse pubblico e la tutela della legalità edilizia; la prova che la demolizione arrechi un danno insostenibile deve essere documentata e convincente
  • Le valutazioni di fatto (es. carattere urbanistico dell'area, possibilità di riprodurre l'ambiente domestico altrove, condizioni cliniche e ricadute pratiche del trasferimento) sono di merito e non sono sindacabili in sede di legittimità salvo vizi motivazionali evidenti
  • La condotta del proprietario (consapevolezza della violazione, durata dell'illegittimità, mancata adozione di soluzioni abitative alternative) è un indice rilevante nella valutazione della proporzionalità dell'ordine di demolizione
  • La gravità della patologia di un convivente può giustificare la sospensione o la revoca dell'ordine solo se risulta che l'alternativa abitativa idonea sia concretamente impossibile o comporti rischi seri per la salute; valutazioni generiche o non documentate sono insufficienti
  • Il rispetto delle norme edilizie e sanitarie è considerato anche come fattore di tutela del diritto alla salute: un immobile abusivo può essere incompatibile con esigenze di salubrità e sicurezza, rafforzando l'interesse pubblico alla demolizione
  • In sede di legittimità la censura deve colpire vizi giuridici o di motivazione chiari; argomenti basati su valutazioni peritali o stralci di relazioni mediche richiedono che l'errore sia dimostrato come logico o giuridico, non solo come diversa apprezzamento dei fatti

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