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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32786/2022 del 06/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha disposto il trattenimento di una missiva in arrivo presso la Casa di Reclusione Milano Opera perché contenente un riferimento allusivo a "certi amici". Il ricorrente ha dedotto violazione dell'art. 18-ter ord. pen. e difetto di motivazione, sostenendo che gli era stata comunicata solo la parte dispositiva del provvedimento e non anche la motivazione, con conseguente pregiudizio per il diritto di difesa.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile come manifestamente infondato. La Corte ha ritenuto che la comunicazione della sola parte dispositiva non invalida il provvedimento quando sia garantita la possibilità di ottenere copia integrale e proporre reclamo ai sensi dell'art. 18-ter; nel caso concreto il detenuto ha poi avuto copia integrale e non ha dimostrato un effettivo impedimento all'esercizio del diritto di difesa. Per l'inammissibilità il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e richiamo alla giurisprudenza della Corte Costituzionale.

Norme richiamate

  • art. 41-bis ord. pen.

    Contestualizza la detenzione del ricorrente sotto il regime di sospensione dei diritti; il provvedimento di trattenimento del plico è stato adottato nei confronti di un detenuto sottoposto a tale regime

  • art. 18-ter ord. pen.

    Disciplina il reclamo avverso i provvedimenti del magistrato di sorveglianza e la disponibilità del provvedimento; la Corte ha interpretato che non è necessaria la notifica integrale immediata se è comunicata l'adozione del provvedimento e resta la possibilità di ottenere copia per proporre reclamo

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna del ricorrente alle spese per ricorsi dichiarati inammissibili; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali

  • Corte Cost., sentenza n. 186 del 2000

    Richiamata per il principio secondo cui, in mancanza di elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, può essere disposta la condanna al versamento in favore della Cassa delle ammende

  • Sez. 1, n. 14871 del 04/03/2020, GUARINO, Rv. 278978

    Giurisprudenza di legittimità richiamata secondo cui non è necessaria la notifica integrale dell'atto se è comunicata l'adozione del provvedimento e viene data la possibilità di chiedere copia ai fini del reclamo

Massime di principio

  • Il trattenimento di corrispondenza in arrivo può essere disposto per ragioni di sicurezza anche se al detenuto inizialmente è comunicata solo la parte dispositiva del provvedimento, purché gli sia garantita la possibilità di ottenere la copia integrale e proporre reclamo.
  • La comunicazione della sola parte dispositiva non costituisce, di per sé, vizio che comporti l'annullamento: occorre dimostrare un concreto pregiudizio al diritto di difesa derivante dalla mancata conoscenza delle ragioni.
  • Se il detenuto ottiene successivamente copia integrale del provvedimento, potrà contestarne il merito; l'assenza di motivazione nella prima comunicazione non è sufficiente a rendere automatico il successo del reclamo in cassazione.
  • I ricorsi manifestamente infondati o inammissibili possono essere sanzionati con condanna alle spese e con il versamento di somme alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p., salvo elementi che escludano la colpa.
  • In situazioni analoghe è opportuno che il difensore richieda tempestivamente copia del provvedimento e documenti comprovanti le ragioni del trattenimento, e che evidenzi eventuale pregiudizio concreto al diritto di difesa per ottenere annullamento o restituzione della corrispondenza.

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