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Cassazione Penale, Ordinanza n. 05307/2026 del 10/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Il provvedimento non affronta il merito della sentenza impugnata, ma si arresta al rilievo della proposizione personale del ricorso da parte dell'imputato.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La decisione riguarda un ricorso per cassazione proposto personalmente dall'imputato avverso una sentenza della Corte di appello di Napoli del 16 maggio 2025. Dal testo emerge che l'unico profilo esaminato è la ritualità dell'impugnazione: la Corte rileva che il ricorso è stato presentato personalmente dall'imputato e, per tale ragione, lo dichiara inammissibile. Non sono indicati i fatti di merito, il reato contestato né censure ulteriori sviluppate nel ricorso.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione proposto personalmente dall'imputato è inammissibile quando la legge richiede il ministero difensivo per la valida proposizione dell'impugnazione.
  • Quando l'inammissibilità del ricorso deriva da un vizio originario dell'atto di impugnazione, la Corte può limitarsi a dichiararla senza scrutinare i motivi di merito.
  • Alla declaratoria di inammissibilità seguono la condanna del ricorrente alle spese processuali e il versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, nei limiti stabiliti dal giudice.
  • Se la decisione di legittimità si fonda esclusivamente sulla ritualità dell'impugnazione, non è possibile desumere dalla pronuncia alcuna valutazione sul merito della responsabilità penale o sulla pena irrogata in appello.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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