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Interpello

Risposta n. 370 del 10/09/2019

Agenzia delle Entrate

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La soluzione proposta non è stata fornita dal contribuente.

Imposta di bollo sui contratti stipulati tramite la piattaforma Consip-Mef "Acquistinretepa"

Il quesito

L’ente chiede se i contratti telematici di importo inferiore a 40.000 euro, stipulati sul MEPA e firmati digitalmente, possano scontare l’imposta di bollo solo in caso d’uso nella misura di 16 euro, oppure se siano dovuti fin dall’origine.

Il parere dell’Agenzia

L’Agenzia ritiene che i contratti stipulati sul MEPA per importi non superiori a 40.000 euro abbiano natura di scrittura privata e siano soggetti all’imposta di bollo fin dall’origine, nella misura di 16 euro ogni foglio, non essendo applicabile il solo caso d’uso.

Imposta di bollo sui contratti stipulati tramite la piattaforma Consip-Mef "Acquistinretepa"

L’interpello riguarda il trattamento dell’imposta di bollo applicabile ai contratti telematici stipulati da un ente pubblico nell’ambito del mercato elettronico della Pubblica Amministrazione (MEPA), tramite la piattaforma Consip-Mef "Acquistinretepa.it". Il nodo interpretativo è se tali contratti, di importo inferiore a 40.000 euro e sottoscritti digitalmente, debbano scontare il bollo solo in caso d’uso oppure fin dall’origine.

Fattispecie rappresentata dall’istante

L’ente interpellante dichiara di ricevere finanziamenti per:

  • progetti di reinserimento dei detenuti;
  • interventi di edilizia penitenziaria finalizzati al miglioramento delle condizioni di vita negli istituti di pena.

Per la realizzazione di tali attività, l’ente sottoscrive digitalmente documenti telematici relativi a contratti di importo inferiore a 40.000 euro, stipulati tramite il MEPA sulla piattaforma Consip spa – MEF "Acquistinretepa.it".

Quesito posto all’Agenzia

L’istante chiede di conoscere le determinazioni dell’Agenzia delle Entrate in merito all’applicazione dell’imposta di bollo su tali contratti. In particolare, viene domandato se le stazioni appaltanti possano prevedere il pagamento dell’imposta nella misura di 16 euro soltanto in caso d’uso.

Soluzione interpretativa del contribuente

Nell’istanza non è stata formulata alcuna soluzione interpretativa da parte del contribuente.

Normativa richiamata dall’Agenzia

L’Agenzia richiama innanzitutto il D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642, che disciplina l’imposta di bollo:

  • l’articolo 1, secondo cui sono soggetti all’imposta gli atti, documenti e registri indicati nella tariffa allegata;
  • l’articolo 2, comma 1, che prevede il bollo fin dall’origine per gli atti della parte prima della tariffa, se formati nello Stato, e in caso d’uso per quelli della parte seconda;
  • il comma 2 dello stesso articolo, che chiarisce quando si verifica il "caso d’uso".

Vengono inoltre richiamate le disposizioni tariffarie:

  • articolo 2 della tariffa, parte prima, relativo alle scritture private contenenti convenzioni o dichiarazioni idonee a documentare rapporti giuridici di ogni specie, soggette a bollo fin dall’origine;
  • articolo 24 della tariffa, che prevede il bollo per atti e documenti redatti sotto forma di corrispondenza o dispacci telegrafici, anche se contenenti clausole di cui all’articolo 1341 c.c.;
  • nota a margine dell’articolo 24, secondo cui l’imposta è dovuta sin dall’origine se il codice civile richiede la forma scritta a pena di nullità.

L’Agenzia richiama anche:

  • l’articolo 1350, n. 13, c.c., sugli atti che devono farsi per iscritto a pena di nullità;
  • il D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, Codice dei contratti pubblici, in particolare:
    • l’articolo 3, lettera ii), che definisce gli appalti pubblici come contratti a titolo oneroso stipulati per iscritto;
    • la lettera mm), che definisce il concetto di "scritto o per iscritto" includendo le informazioni trasmesse e archiviate con mezzi elettronici;
    • l’articolo 32, comma 14, che disciplina le forme di stipula del contratto e, per gli affidamenti di importo non superiore a 40.000 euro, ammette lo scambio di lettere anche via PEC o strumenti analoghi.

Infine, viene menzionato l’articolo 53 delle regole del sistema di e-procurement Consip, secondo cui il documento di stipula ha forma di documento informatico sottoscritto con firma digitale e il soggetto aggiudicatore deve comunque assicurare il rispetto delle norme sull’imposta di bollo.

Soluzione interpretativa dell’Agenzia delle Entrate

Secondo l’Agenzia, i contratti stipulati nell’ambito del MEPA per importi non superiori a 40.000 euro, pur essendo formati in modalità telematica, sono contratti che assumono la forma della scrittura privata.

L’Amministrazione finanziaria richiama inoltre la risoluzione n. 96/E del 16 dicembre 2013, nella quale si afferma che il documento di stipula, anche se firmato digitalmente solo dall’amministrazione, è sufficiente a instaurare il rapporto contrattuale e che il contratto tra pubblica amministrazione e fornitore abilitato è stipulato per scrittura privata mediante scambio di documenti digitali.

Parere dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia conclude che i contratti stipulati dall’istante secondo le modalità indicate sono soggetti all’imposta di bollo fin dall’origine, ai sensi dell’articolo 2 della tariffa allegata al DPR n. 642 del 1972.

Il tributo è dovuto nella misura di 16,00 euro per ogni foglio, con esclusione della tesi del solo caso d’uso. In sostanza, la forma telematica e la sottoscrizione digitale non escludono l’applicazione del bollo originario, poiché il contratto è riconducibile a una scrittura privata rilevante ai fini dell’imposta.

Conclusioni operative

Per i contratti MEPA di importo non superiore a 40.000 euro stipulati tramite la piattaforma Consip-Mef "Acquistinretepa.it", l’ente deve quindi considerare dovuta l’imposta di bollo:

  • fin dall’origine;
  • nella misura di 16 euro per ogni foglio;
  • secondo l’impostazione già espressa nella risoluzione n. 96/E del 2013.

Non è invece accolta la possibilità di applicare il tributo solo in caso d’uso.

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