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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13435/2022 del 07/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la conferma, da parte della Corte d'appello di Genova, della condanna per tentato furto aggravato (riqualificazione dagli artt. 56, 624-bis c.p.). Due motivi: (1) censura del riconoscimento della circostanza aggravante della "minorata difesa" (art. 61, comma 1, n.5 c.p.), sostenendo che la sola commissione di notte e l'assenza del proprietario non siano sufficienti a integrare l'aggravante e che la mera presenza di serrature/catenacci neutralizzi l'aggravio; (2) lamentela circa la mancata o erronea riduzione della pena per il tentativo, con richiesta di chiarimenti sul calcolo della pena e sulla presunta dimenticanza del giudice di primo grado.

La decisione

Il ricorso è stato respinto. Sulla prima questione la Corte di cassazione ha ritenuto infondato il motivo, richiamando il principio delle Sezioni Unite (Sez. U., n. 40275/15.07.2021, Cardellini): il tempo di notte può integrare la circostanza aggravante della minorata difesa se, sulla base di elementi concreti e conclusivi, risulti che le ordinarie connotazioni della notte abbiano effettivamente ostacolato la difesa della vittima e che il reo abbia profittato di tale situazione. La Corte ha ritenuto che nel caso specifico la mancanza del proprietario e l'assenza di persone nel locale, come risultanti dalla sentenza di merito, costituiscano elementi idonei a dimostrare l'ostacolo concreto alla difesa; inoltre la semplice esistenza di serrature non è sufficiente a neutralizzare l'insidia del tempo notturno. Sulla seconda questione la Corte ha dichiarato inammissibile il motivo relativo alla diminuzione per il tentativo: è legittimo che la Corte d'appello abbia integrato e specificato il calcolo della pena compiuto dal Tribunale, potendo il giudice di appello colmare lacune motivazionali senza dar luogo a nullità. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 61, comma 1, n. 5, cod. pen.

    La circostanza aggravante della "minorata difesa" può essere riconosciuta anche quando il reato è commesso in tempo di notte, ma solo se sussistono elementi concreti che dimostrino che le condizioni di tempo/luogo/persona hanno effettivamente ostacolato la difesa della vittima e che il reo ne abbia profittato

  • art. 56 cod. pen.

    Riferimento normativo al tentativo; il ricorso contestava la corretta applicazione della diminuzione di pena prevista per il tentativo

  • art. 624-bis cod. pen.

    Norma che disciplina il furto in esercizio commerciale; nel caso la fattispecie è stata riqualificata come tentato furto aggravato

  • art. 604 cod. proc. pen.

    Norma sulle ipotesi tassative di nullità che comportano l'obbligo per il giudice d'appello di trasmettere gli atti al giudice di primo grado; la Corte ha richiamato il principio secondo cui l'assenza di motivazione della sentenza di prime cure non ricade automaticamente nelle ipotesi di cui all'art. 604 e può essere colmata dal giudice d'appello

  • Sez. U., n. 40275 del 15/07/2021 (Cardellini)

    «ai fini dell'integrazione della circostanza aggravante della c.d. \"minorata difesa\", ... le circostanze di tempo, di luogo o di persona, di cui l'agente ha profittato in modo tale da ostacolare la predetta difesa, devono essere accertate alla stregua di concreti e concludenti elementi di fatto ...; la commissione del reato \"in tempo di notte\" può configurare la circostanza aggravante ... sempre che sia raggiunta la prova che la pubblica o privata difesa ne siano rimaste in concreto ostacolate ..."

    La Corte ha applicato i principi delle Sezioni Unite: la mera astratta idoneità della notte non è sufficiente, serve prova concreta dell'ostacolo alla difesa e verifica se il reo abbia consapevolmente approfittato di tale situazione

Massime di principio

  • La circostanza aggravante della "minorata difesa" va valutata con riferimento a elementi concreti e specifici: il solo fatto che il reato sia commesso di notte non è automaticamente sufficiente, ma può integrare l'aggravante se le ordinarie connotazioni della notte (oscurità, assenza di persone, scarsa vigilanza) si sono effettivamente tradotte in un ostacolo reale alla difesa della vittima
  • Nella valutazione della "minorata difesa" occorre considerare illuminazione, ubicazione del luogo, presenza effettiva o meno di persone o di servizi di vigilanza, e la consapevolezza dell'autore di aver profittato della situazione di vulnerabilità
  • La presenza di sistemi di chiusura (serrature, catenacci) non è di per sé sufficiente a escludere l'aggravante; sistemi attivi di allarme o videosorveglianza potrebbero invece incidere sulla valutazione della concreta minorata difesa
  • Quanto alla diminuzione di pena per il tentativo, il giudice d'appello può integrare e motivare il calcolo della pena a seguito della sentenza di primo grado: la supplenza motivazionale dell'appello è ammessa e non determina nullità, salvo i casi tassativi previsti dall'art. 604 c.p.p.
  • In casi analoghi, per evitare il riconoscimento dell'aggravante, il difensore dovrà proporre elementi specifici e probativi che dimostrino l'assenza delle ordinarie connotazioni notturne o l'esistenza di circostanze idonee a neutralizzarne l'effetto (es. presenza attiva di vigilanza, sistemi di allarme efficaci, terzi presenti e pronti a intervenire)

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